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470 milioni per ristrutturazione di case popolari: il decreto in G.U.

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È in Gazzetta Ufficiale il provvedimento che attua lo stanziamento relativo ai 470 milioni di euro per la ristrutturazione o il ripristino di oltre 20mila case popolari inagibili o in stato di manutenzione precaria.

Il provvedimento in questione è il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 12 ottobre 2015, pubblicato in G.U. lo scorso 13 novembre, in materia di “Ammissione a finanziamento degli interventi e assegnazione alle regioni delle risorse per il programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei Comuni e degli Istituti autonomi per le case popolari comunque denominati”.

Circa 67 milioni di euro saranno destinati agli interventi di manutenzione ordinaria di non rilevante entità di importo inferiore a 15mila euro su 5mila alloggi sfitti o attualmente inadeguati. I lavori dovranno concludersi entro 60 giorni dal provvedimento regionale di concessione del finanziamento da adottare entro 30 giorni dalla comunicazione ministeriale dell’avvenuta validazione del decreto di trasferimento delle risorse.

Gli altri 400 milioni confluiranno verso interventi di manutenzione straordinaria degli alloggi (adeguamento energetico, impiantistico statico e miglioramento sismico, nel limite di 50mila euro) su 19mila alloggi di proprietà dei Comuni, ex IACP, case popolari ed ERP. L’inizio dei lavori dovrà avvenire entro 12 mesi dalla data del provvedimento regionale di concessione del finanziamento da adottare entro 30 giorni dalla comunicazione ministeriale dell’avvenuta validazione del decreto di trasferimento delle risorse.

Gli interventi come definiti all’articolo 2, comma 1, lettera a) e gli interventi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b) del decreto interministeriale 16 marzo 2015, dichiarati ammissibili a finanziamento, inclusi in ordine di priorità negli elenchi trasmessi, ai sensi dell’articolo 4, comma 4 del medesimo decreto interministeriale, dalle regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli V. Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna (allegati A e B).

Ai sensi dell’articolo 4, comma 4 del richiamato decreto interministeriale 16 marzo 2015, con separati elenchi le regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli V. Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna hanno altresì trasmesso, in ordine di priorità, le proposte eccedenti il limite delle risorse disponibili ai fini della loro eventuale ammissione a finanziamento (allegati C e D).

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