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A Trento parte il recupero dei materiali inerti dalle demolizioni

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E’ di questi giorni l’approvazione da parte della giunta provinciale – su iniziativa dell’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici, Alberto Pacher – della delibera con cui si fissa i processo di recupero degli inerti prodotti dalla grandi demolizione.

In altre parole, da oggi il Trentino ha ufficializzato la “raccolta differenziata” per le tonnellate di calcinacci, detriti e materiale edile prodotto dalle demolizioni civili ed industriali. Fino ad oggi, tutto finiva nelle discariche. In futuro, grazie ad un trattamento mirato, gran parte del materiale potrà essere reimpiegato – ad esempio – per riempimenti o riutilizzato in edilizia.

Tutto è cominciato nel 1998 con la legge provinciale che istituiva la raccolta differenziata in Trentino.

Venti anni dopo, la raccolta differenziata – nel frattempo entrata in tutte le case dei trentini – si è allargata ai cantiere edili. Il passaggio non è stato facile, a causa di un contesto normativo che in materia di gestione dei rifiuti è particolarmente complesso: un reticolato di norme che – come osservano i tecnici dell’Appa – articola nelle diverse scale territoriali di applicazione, dai programmi comunitari di indirizzo ai dispositivi di legge nazionali.

In ogni caso da oggi esiste un punto di riferimento, merito anche del gruppo di lavoro che in questi anni ha lavorato per portare a fattore comuni regole e leggi, interessi privati e obiettivi pubblici: l’Appa, il Servizio infrastruttura stradali e ferroviarie, e il Consorzio Estrattivo Trentino (Cet), con l’appoggio di Confindustria e dell’associazione artigiani.

Il settore delle costruzioni produce una quota di rifiuti importante e, contemporaneamente, è ancora oggi dominato dal ricorso alle risorse naturali non rinnovabili. I rilevamenti ufficiali dimostrano che i rifiuti inerti provenienti dalle attività di costruzione e demolizione rappresentano la massa più consistente dei rifiuti totali generati dalle attività antropiche.

Il Trentino si è dotato di un robusto strumentario pianificatorio, amministrativo e finanziario, in grado di garantire un elevato livello di raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati. l’obiettivo, di certo ambizioso, è di raggiungere il 65% della produzione degli stessi.

Da tempo è in corso di predisposizione il Piano stralcio per la gestione dei rifiuti speciali inerti non pericolosi, con particolare attenzione al gruppo degli inerti provenienti da attività di costruzione e demolizione.

Il piano è orientato alla definizione dei limiti operativi per la corretta gestione degli impianti di recupero e trattamento dei rifiuti e per l’impiego dei prodotti riciclati.
Le linee guida – approvate oggi dalla giunta provinciale – nascono quindi parallelamente all’elaborazione del Piano stralcio.

A partire dal luglio 2009 è stato costituito, presso l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, il Gruppo di lavoro “Prodotti riciclati”, al quale hanno partecipato rappresentanti del Servizio Infrastrutture stradali e ferroviarie del Dipartimento Protezione civile e infrastrutture e del Consorzio Estrattivo trentino (categoria riciclatori).

L’iniziativa è stata sostenuta dalle Associazioni di categoria (Confindustria Trento e Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento) ed i lavori si sono sviluppati in incontri su temi specifici.

Il tavolo di lavoro ha prodotto due elaborati tecnici composti da due parti: le linee guida per la corretta gestione di un impianto di recupero e trattamento dei rifiuti e per la produzione di materiali riciclati da impiegare nelle costruzioni (approvati dall’esecutivo); e le Norme tecniche e ambientali per la produzione dei materiali riciclati e posa nella costruzione e manutenzione di opere edili, stradali e recuperi ambientali.

Fonte: Provincia di Trento

 

 

 

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