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Adempimenti in edilizia: le Regioni alle prese con i moduli unici

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I moduli unici semplificati sono realtà: uscire dalla boscaglia densa degli 8mila modelli differenti (uno per ogni Comune italiano) era l’obiettivo posto alla sommità delle priorità del Governo in materia di adempimenti in edilizia. E a partire da questa settimana l’utopia della uniformità nelle procedure non è più tale. O almeno, la strada per giungere a tale obiettivo è certamente intrapresa.

È infatti scaduto da un paio di giorni il termine per l’adeguamento delle Regioni al fac-simile nazionale relativo ai modelli unici per gli interventi di edilizia libera (CIL e CILA). Un tweet del ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia (“Comuni e Regioni adottano moduli standard per lavori di edilizia. Agenda semplificazione va avanti”) ha sancito mediaticamente nella giornata di ieri il nuovo corso delle cose.

Leggi in proposito l’articolo Moduli unici semplificati: approvati i moduli per CIL e CILA.

L’accordo siglato lo scorso 18 dicembre dalla Conferenza Unificata inaugurava ufficialmente i due modelli che provvedono ora a semplificare in maniera sensibile le procedure burocratiche per imprese e cittadini. Il nuovo modulo CILA (comunicazione inizio lavori asseverata), per esempio, è in grado di unificare e razionalizzare quelli in uso negli 8mila Comuni Italiani dando attuazione alle semplificazioni del decreto “Sblocca Italia”.

Mediante il Decreto Sblocca Italia sono state apportate sostanziali modifiche all’attività edilizia libera per le opere realizzabili mediante la comunicazione inizio lavori. Al fine di approfondire il tema Maggioli Editore consiglia il volume La comunicazione 
inizio lavori di Mario Di Nicola.

Molte Regioni si sono adeguate già prima della data del 16 febbraio, termine previsto per l’adozione dei nuovi modelli semplificati per la comunicazione di inizio lavori (CIL) e la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) per le attività edilizie, mentre altre Regioni sono in questo momento al lavoro al fine di adottare la modulistica nei prossimi giorni. La legge stabilisce che, in ogni caso, entro il 16 marzo cittadini e imprese possano utilizzare i nuovi moduli. Ma andiamo ad osservare più da vicino la situazione delle procedure di adeguamento nelle varie Regioni.

Sette Amministrazioni regionali hanno già completato il processo di adattamento per tutti i modelli (si tratta di Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Marche e Sardegna) mentre altre quattro sono agli sgoccioli nella definizione dei provvedimenti idonei ad implementare i modelli (Calabria, Puglia, Toscana, Veneto). Le restanti Regioni sono invece un po’ più indietro nel processo di recepimento, anche se deve essere sottolineato il fatto che anche alcune Amministrazioni autonome (come Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna) di fatto non vincolate a recepire le intese, sono invece al lavoro per costruire i presupposti dell’adeguamento per gli interventi di edilizia libera.

A cura di Marco Brezza

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