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Alluvione Marche: sono gravi i danni all’agricoltura

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Pare essersi stabilizzata la situazione meteorologica nelle Marche dopo l’alluvione che ha colpito con particolare forza la Regione adriatica nelle giornate di venerdì e sabato causando cospicui disagi, l’esondazione di alcuni fiumi e cagionando la morte di 2 persone. Nella mattinata di ieri la pioggia si è placata, con la situazione in via di miglioramento.

I danni più ingenti si sono verificati a Senigaglia (qualche chilometro a nord di Ancona), con la grave esondazione del fiume Misa e diverse frazioni del Comune isolate causa allagamenti e black-out. Ora il livello del fiume sta tornando entro i livelli di guardia ma la maggior parte della popolazione del Comune marchigiano fino a ieri si trovava priva di accesso all’energia elettrica.

Le parole dei vertici regionali
Il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca ha costantemente seguito l’evolversi della situazione e ha raggiunto Senigallia per un sopralluogo nei luoghi duramente colpiti dalle intensissime piogge: “Siamo vicini alle comunità coinvolte – ha spiegato Spacca – in particolare a quella senigalliese che, al momento, segnala i danni e i disagi maggiori. La professionalità degli operatori e la grande disponibilità dei volontari stanno portando un contributo notevole per affrontare adeguatamente le criticità in atto”.

Ingenti danni all’agricoltura
Nel frattempo è già possibile effettuare un bilancio provvisorio dei danni causati dalla “bomba d’acqua” sulla agricoltura marchigiana: attraverso un monitoraggio della Coldiretti infatti si possono constatare gravi danneggiamenti causati dal maltempo, con coltivazioni e serre sott’acqua e frane che hanno interessato i terreni collinari. Milioni di euro di danni in tutta l’Italia centro-settentrionale (in particolare Emilia Romagna, Veneto e Lombardia), ma ovviamente la situazione più critica si registra proprio nel territorio circoscritto dalla provincia di Ancona, in particolare nel Senigalliese: qui, nella fascia che va da Serra de’ Conti fino alla zona costiera, sono numerose le aziende allagate, con l’acqua che ha invaso le serre e sommerso le coltivazioni di insalata, radicchio, pomodori e altri ortaggi. A rischio asfissia sono le coltivazioni di grano, mentre le abbondanti piogge hanno creato problemi anche alle colture appena seminate, come il girasole. Cospicui allagamenti hanno colpito anche i territori nelle province di Fermo e nelle zone limitrofe ad Osimo.

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Pericolo dissesto idrogeologico?
I cambiamenti climatici, con caldo eccessivo nel corso della prima parte di aprile e piogge torrenziali che giungono all’improvviso, sembrerebbero una delle cause dell’alluvione che ha colpito con particolare vigore le Marche. Ora è necessario fare attenzione al rischio di dissesto idrogeologico nel territorio: le settimane a venire saranno decisive per rispondere concretamente alle difficoltà. Intanto le scuole saranno chiuse fino a domani, mentre i vigili del fuoco e i volontari continuano a lavorare alacremente portando assistenza alla popolazione.

Marco Brezza

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