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Ambiente: le Regioni chiedono un incontro con il Ministro

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”Per il paese c’e’ la necessita’ di far lavorare assieme tutte le istituzioni – ha dichiarato l’assessore  regionale calabrese Silvio Greco, coordinatore della  ”Commissione”, sintetizzando la posizione dei colleghi – noi  il nostro programma l’abbiamo elaborato e presentato ma, finora, e’ mancata la risposta del governo che rischia di cadere in contraddizione perché, da una parte accelera sul federalismo fiscale e, dall’altra, inserisce nell’agenda politica importanti scelte per l’ambiente, dai rifiuti alle centrali nucleari, senza una vera concertazione con le Regioni”.

Tredici i punti nell’agenda delle Regioni. Tra questi: acqua; qualità dell’aria ed energia; rifiuti, danno ambientale e bonifiche; informazione ed educazione ambientale, corretta attuazione direttive europee.
“La tutela dell’ambiente, la protezione dall’inquinamento e lo sviluppo sostenibile – ha concluso Greco – sono grandi questioni nazionali che non devono scomparire dall’agenda politica e non  devono ridursi a decisioni centraliste: per questo da tre mesi abbiamo chiesto un incontro urgente con il ministro Prestigiacomo”.

Gli assessori regionali della ”Commissione ambiente e protezione civile” delle Regioni hanno incontrato oggi alcuni tecnici del ”Gruppo di lavoro” che sta studiando tipologie, procedure e metodologie per la selezione di un sito nazionale dove realizzare il deposito di scorie radioattive ed un centro di servizi tecnologici e di ricerca.

“Bisogna rispettare la norma – ha dichiarato il coordinatore  della Commissione, Silvio Greco – che stabilisce soltanto le corrette procedure, da basare su criteri scientifici riconosciuti a livello internazionale, per l’individuazione dei potenziali siti dove stoccare, per alcune quantita’ perfino in  via temporanea, i rifiuti radioattivi prodotti esclusivamente nel passato e che in Italia ancora non hanno trovato una collocazione stabile”. ‘

‘Non risponde a verita’ – ha aggiunto  Greco – dover fare oggi la scelta obbligata della localizzazione di questo impianto, dove potrebbero trovare posto anche le scorie radioattive di eventuali future nuove centrali nucleari.
Il decreto ministeriale che nomina il gruppo di lavoro tecnico ha un mandato molto piu’ ristretto: stabilire criteri omogenei e condivisi su come arrivare a questa scelta.

Una decisione – ha concluso l’assessore calabrese – che vincolera’ per almeno tre secoli il territorio e la sua popolazione, obbligati a convivere con queste scorie prima che il pericolo di contaminazione scompaia e si esaurisca la carica radioattiva”.

Fonte: www.regioni.it

 

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