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Appalti, rivedere le norme sugli incarichi di progettazione

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“E’ urgente un tavolo di concertazione tra Enti appaltanti, progettisti e imprese per proporre un ridisegno razionale ed equilibrato delle norme che rendano rapidi ed efficienti le procedure di assegnazione di incarichi pubblici di progettazione,  senza intaccare la qualità del risultato e la trasparenza delle scelte.

Inviteremo subito tutti gli attori del processo delle Opere Pubbliche a trovare – nel tavolo che proponiamo – soluzioni politiche rapidamente realizzabili:
– drastica riduzione della burocrazia nell’ iter amministrativo di realizzazione di Concorsi e gare,
– utilizzo delle strumentazioni on line nel loro svolgimento,
– regolamentazione chiara sulla formazione di Giurie e Commissioni aggiudicatici”.

Lo sottolinea il Consiglio Nazionale degli Architetti, Paesaggisti, Conservatori e Restauratori (CNAPPC) intervenendo sulle recenti iniziative parlamentari nel settore dei lavori pubblici, ricordando la necessità che il delicato argomento dell’affidamento di appalti e servizi di architettura ed ingegneria venga trattato organicamente con apposite leggi tematiche e non con provvedimenti che riguardano più settori, spesso slegati tra loro, come il DDL “Individuazione delle funzioni fondamentali di Province e Comuni, semplificazione dell’ordinamento regionale e degli enti locali” e le “Norme per la tutela della libertà d’impresa”.

Per il Consiglio Nazionale, le iniziative legislative devono sempre tenere conto del fine della Legge che, nel caso dell’affidamento di incarichi pubblici di progettazione, è quello di garantire alla comunità la miglior qualità del risultato, tramite la concorrenza, la trasparenza e il giusto costo.

E’ evidente a tutti che l’inutile e costoso apparato burocratico previsto dalla legislazione italiana in materia di Concorsi ha troppe volte reso inutilizzabile quello che dovrebbe essere lo strumento principe nella scelta dei progetti e che, in paesi vicini al nostro, ha fortemente promosso la qualità architettonica e costruttiva; in Italia si è purtroppo raggiunto il grottesco risultato che spesso è più lungo il processo di aggiudicazione dell’incarico che il tempo richiesto per svolgere la prestazione professionale stessa.

“Il Consiglio Nazionale – afferma Rino La Mendola, Presidente del Dipartimento Lavori Pubblici – al di là della definizione delle soglie, continua a puntare sul concorso di progettazione, che  affrancato  dalle lungaggini burocratiche che ne determinano un uso ridotto è, di fatto, l’unico strumento che si fonda concretamente sulla qualità del progetto. Pur consapevoli che non sempre il concorso sia il più adatto all’oggetto dei lavori e che, dunque, la diversificazione delle tipologie di affidamento sia giusta, non vorremmo tuttavia che, per maggior semplicità d’uso, si finisca per ricorrere solo alle soluzioni alternative al concorso”.

Secondo il Consiglio Nazionale, il Concorso di progettazione, così come le gare alternative e l’uso degli elenchi, devono essere strumenti rapidi ed efficienti, tutti fondati sugli stessi principi di trasparenza e concorrenza basata sul merito, impedendo l’accaparramento degli incarichi da parte di pochi.

“Solo  competenza, trasparenza, rotazione e indipendenza delle Giurie e Commissioni – sottolinea Leopoldo Freyrie, Presidente del Consiglio Nazionale, possono garantire la vera concorrenza. Essa non è un fine ma un mezzo per garantire ai cittadini che le Opere pubbliche abbiano le qualità architettoniche, ambientali, funzionali e di giusto costo. Le istituzioni degli Architetti italiani sono pronte a fornire servizi nella stesura dei Bandi, nella loro massima diffusione così come nel mettere a punto regole trasparenti nella scelta delle Giurie.”

 Fonte: www.awn.it

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