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Approvato il nuovo Piano casa in Liguria

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Con 22 voti favorevoli, 9 contrari e 1 astenuto, e molti emendamenti, è stato approvato il disegno di legge “Modifiche alla legge regionale 3 novembre 2009 n. 49 (Misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio)”, il cosiddetto “Piano casa”.

Approvato all’unanimità un ordine del giorno  primo firmatario Marco Scajola (Pdl) che impegna la Giunta a elaborare entro 90 giorni una legge che affronti i problemi urbanistici delle attività produttive e turistiche non contemplati dal piano casa.

La legge modifica la precedente norma sul piano casa regionale varata nel 2009, introdotta per individuare misure di contrasto della crisi economica mediante il riavvio dell’attività edilizia, e disciplina interventi per promuovere l’adeguamento funzionale, architettonico e ambientale degli edifici.

Gli strumenti individuati sono:
– l’ampliamento dei volumi esistenti e la riqualificazione urbanistica, paesistica e ambientale;
– il rinnovo del patrimonio edilizio esistente in condizioni di rischio idraulico o idrogeologico o di incompatibilità urbanistica.

Questo anche mediante l’applicazione di nuove tecnologie per la sicurezza antisismica, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale degli edifici.

Il nuovo testo chiarisce alcuni punti che avevano presentato difficoltà interpretative da parte dei tecnici dei Comuni.
Tra le principali novità introdotte dal nuovo testo c’è la definizione più precisa di edifici incongrui (art. 2).
Si tratta di edifici suscettibili di demolizione e ricostruzione che presentano una o più delle seguenti condizioni:
– esposizione a rischio idraulico o idrogeologico in base ai vigenti piani di bacino;
– accertate criticità statico-strutturali con rischio per l’incolumità, interferenza rispetto a realizzazione di infrastrutture o opere di pubblica utilità, incompatibilità per contrasto della funzione insediata o della tipologia della costruzione o per degrado rispetto al contesto urbanistico.

Viene ridefinito anche il concetto di sito per la ricostruzione: invece che entro 5 metri dal perimetro dell’edificio esistente, la ricostruzione può avvenire entro 25 metri, come richiesto da più parti.

La normativa prevede di demolire e ricostruire solo gli edifici incongrui e fatiscenti, nel rispetto delle destinazioni d’uso previste dagli strumenti urbanistici comunali.
Per gli edifici residenziali il limite massimo è 2 mila metri cubi, 10 mila per quelli non residenziali.

La nuova legge (art. 5) consente gli ampliamenti anche agli immobili oggetto di parziali condoni edilizi: dall’incremento del 20% va però sottratta la volumetria già condonata.

É consentito (art. 7) un incremento volumetrico degli edifici residenziali che vengono demoliti e ricostruiti fino al 35%.

Un immobile produttivo incongruo può essere ricostruito e cambiare destinazione d’uso da produttivo a residenziale, ma a condizione che l’area su cui vengono costruite le abitazioni abbia già una destinazione residenziale. In questo caso la volumetria rimane la stessa e la premialità non è l’aumento volumetrico, ma la possibilità stessa di cambiare destinazione d’uso all’edificio.

Inoltre il 20% delle abitazioni realizzate dovrà essere destinata a edilizia residenziale popolare (erp), in alternativa, dovrà essere monetizzata e la somma corrisposta al Comune dovrà essere utilizzata sempre per edilizia convenzionata.

Per quanto riguarda la volumetria complessiva nella legge attualmente in vigore non era fissato nessun limite, mentre con la nuova norma gli edifici oggetto di intervento non possono in ogni caso superare il tetto di 10.000 metri cubi.

È previsto anche un limite in altezza: l’edificio non può superare i limiti stabiliti dagli strumenti urbanistici vigenti, per evitare l’effetto “birillo”.

Le domande di intervento che sono già state presentate proseguiranno il loro iter secondo la legge precedente.

Si tratta di una legge a carattere straordinario le cui disposizioni saranno vigenti fino al 31 dicembre 2013.

Fonte: www.regione.liguria.it

 

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