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Architetti: “Rivedere il testo unico dell’edilizia con Governo e enti locali”

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“Un serio piano per avviare la rigenerazione urbana sostenibile, per affrontare il decadimento dello stato dell’edificazione esistente privata e pubblica delle città, l’adeguamento agli standard di sicurezza ed energetici, il restauro dei beni culturali, il recupero degli spazi pubblici e del verde, l’innovazione delle reti tecnologiche; la codificazione immediata di strumenti normativi e fiscali, con bonus volumetrici per chi interviene innalzando gli standard energetici, di sicurezza e di qualità, ponendo a zero il consumo del territorio, anche con l’emissione di eco-bond e ponendo requisiti di sostenibilità ambientale dei progetti, nei bandi di vendita del patrimonio pubblico, come le caserme”.

Sono queste alcune delle proposte che il Consiglio Nazionale degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori – in sintonia con l’invito del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a contribuire tutti a far superare al Paese il difficile momento che sta vivendo –   avanza in una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio.

Nella lettera – nella quale gli architetti italiani offrono a Governo e Parlamento il proprio contributo in vista delle imminenti iniziative legislative per favorire lo sviluppo e la crescita  – il Consiglio Nazionale chiede “la realizzazione di un vero progetto di salvaguardia ambientale e paesaggistica, mettendo a frutto i valori culturali del paesaggio italiano, anche in funzione di valorizzare la sua valenza strategica per il comparto turistico nella consapevolezza che la cultura ed il paesaggio sono delle imprescindibili risorse anche di tipo economico”, chiedendo, inoltre, di “affiancare a un chiaro sistema di vincoli, progetti di sviluppo sostenibili non invasivi, culturalmente attraenti ed economicamente sostenibili“.

Sul fronte delle misure da attuare per contrastare la grave crisi del settore dell’edilizia la lettera  sottolinea la necessità di “istituire un tavolo tra professioni tecniche, Governo, Regioni e Comuni per rivedere in 6 mesi il testo unico per l’edilizia e l’insieme della normativa di settore per razionalizzare, semplificare e chiarificare le regole dando certezza agli operatori, agli investitori e agli erogatori dei finanziamenti” e “l’implementazione dell’uso dell’informatica per razionalizzare e velocizzare le pratiche edilizie ed urbanistiche, sull’esempio del lavoro già avviato con il Ministero per l’Innovazione, ampliando le funzioni di sussidiarietà dei professionisti”.

Secondo il Consiglio Nazionale il contribuito ed il coinvolgimento di professionisti quali i progettisti italiani possono essere fondamentali per avere una conoscenza chiara del mercato, degli ostacoli e delle misure da adottare per disegnare provvedimenti legislativi chiari, applicabili e aderenti alla realtà quotidiana.

Per quanto riguarda la professione, gli architetti chiedono di “favorire con strumenti normativi e fiscali l’aggregazione  intra e interprofessionale, con l’istituzione di società professionali e reti tra professionisti anche inter-comunitari per rendere sinergiche e più concorrenziali le strutture professionali“. 

A ciò si aggiunge la proposta di istituire  una agenzia di sostegno e consulenza  per l’accesso ai fondi comunitari per aiutare e promuovere con la rete diplomatica i professionisti sui mercati esteri, all’interno di un Sistema Italia che renda sinergiche professioni, industria e commercio.

Un’ attenzione particolare, poi, va riservata secondo il Consiglio Nazionale per “favorire con strumenti fiscali l’innovazione tecnologica degli Studi professionali,  aiutando le relazioni tra progettisti e industria con la creazione di “banche delle idee” per promuovere la ricerca e i giovani talenti. Fare del sistema degli appalti pubblici uno strumento di selezione e promozione delle eccellenze e del merito, per investire finalmente sulla qualità e le nuove generazioni uscendo dalle cattive pratiche che hanno caratterizzato le opere pubbliche negli ultimi decenni.”

 Fonte: CNAPPC

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