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Assoedilizia: “la sanatoria catastale non è un condono”

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Continuano le polemiche legate alle misure contenute nella manovra fianziaria del governo, pubblicata recentemente sulla Gazzetta Ufficiale.

In particolare sulla sanatoria catastale, dopo il commento negativo del Consiglio Nazionale degli Architetti, riportiamo un ben diverso parere da parte di Assoedilizia, l’associaizone milanese della proprietà edilizia.

“Molti ritengono erroneamente che la sanatoria catastale contenga implicitamente una sorta di condono edilizio. Non è cosi’ – afferma in un comunicato l’associazione”.

“La regolarizzazione catastale infatti attiene a problematiche di natura civilistica e fiscale – sottolinea – . Oltretutto le risultanze catastali non hanno alcuna efficacia probatoria in relazione alla regolarità della posizione amministrativa dell’immobile, per ciò che attiene alle pratiche comunali di assentimento delle opere edilizie”.

Assoedilizia precisa che la regolarità amministrativa, viceversa, riguarda la sussistenza di un legittimo titolo abilitativo all’intervento edilizio , quale ad esempio la DIA od il permesso di costruire, in mancanza del quale l’immobile risulta irrimediabilmente abusivo ( con relative sanzioni penali ed amministrative -pecuniarie e ripristinatorie ad esempio ordine di demolizione o di riduzione in pristino) a meno che non sia possibile la sua regolarizzazione, sempre previo pagamento di una sanzione, sulla base del procedimento di sanatoria ordinaria che suppone la conformità piena alle previsioni ed alle prescrizioni urbanistiche previste in leggi, piani regolatori, regolamenti edilizi, norme igienico-sanitarie, norme di sicurezza statica, antisismiche, vincoli ambientali etc.

E aggiunge che ove tale conformità non sussista, l’abuso puo’ esser oggetto solo di “sanatoria” straordinaria prevista appunto solo da un “condono edilizio” che il Governo non ha ad oggi approvato.

Chi regolarizza dunque in Catasto un immobile abusivo non sanabile rischia che gli si aprano un contenzionso amministrativo con il Comune, accompagnato dalle sanzioni prima indicate, nonchè una azione penale – sottolinea l’associazione -; anche perche’ l’Agenzia del Territorio, ai sensi del comma 8 dell’ art. 19 del D.L. in questione, mettera’ a disposizione dei Comuni i dati relativi a questi accatastamenti”.

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici dichiara:
« È opportuno dunque che gli interessati che si accingono ad applicare la normativa in esame, non solo conoscano bene i contorni giuridici della questione, ma approfondiscano la situazione di fatto e giuridica in cui si trova l’immobile.

Ed in ogni caso, a meno che non siano assolutamente certi della regolarita’ dell’immobile, attendano la conversione in legge del Decreto, nella quale potrebbe esser inserita una disposizione di coordinamento che definisca gli aspetti amministrativi relativi alla regolarizzazione edilizia, come è gia’ avvenuto in passato.

È bene poi, porre molta attenzione alla denunzia della data di ultimazione delle opere; escamotages potrebbero rivelarsi rischiosi.

Solo in tal modo sarà possibile assumere decisioni ponderate che non diano luogo a future sorprese. »

Fonte: Assoedilizia

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