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Autorizzazione paesaggistica: cosa cambia nel 2015 con lo Sblocca Italia

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Il Decreto Sblocca Italia, convertito in legge nello scorso mese di novembre (legge 11 novembre 2014, n. 164) ha portato innovazioni anche nei confronti del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42)

Il provvedimento modifica infatti il comma 9 dell’articolo 146, del Codice dei beni culturali, eliminando il ricorso alla conferenza di servizi, qualora il soprintendente abbia reso il prescritto parere. In sostituzione, si prescrive che, decorsi inutilmente 60 giorni dalla ricezione degli atti da parte del soprintendente senza che questi abbia reso il prescritto parere, l’amministrazione competente provveda comunque sulla domanda di autorizzazione.

All’interno dello Sblocca Italia le procedure per l’autorizzazione paesaggistica prevedono che la realizzazione di interventi nelle aree sottoposte a tutela del paesaggio sia subordinata alla preventiva acquisizione di specifica autorizzazione paesaggistica da parte delle autorità competenti al suo rilascio. 

Per ulteriori info in materia consulta l’articolo Lo Sblocca Italia è finalmente legge: le novità più rilevanti.

Inoltre l’esecuzione di interventi sui beni soggetti a tutela è subordinata alla preventiva acquisizione di specifica autorizzazione paesaggistica, rilasciata dall’autorità competente, nelle forme e procedure previste dal suddetto Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Osservando ciò che è prescritto dallo Sblocca Italia è possibile comprendere che da ora in avanti l’amministrazione competente sarà tenuta ad esaminare la domanda di autorizzazione, verificare la conformità dell’intervento alle prescrizioni contenute nei provvedimenti di dichiarazione di interesse pubblico e nei piani paesaggistici accertando i seguenti parametri:
– la compatibilità rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo;
– la congruità con i criteri di gestione dell’immobile o dell’area indicati dalla dichiarazione e dal piano paesaggistico.

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