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Basilicata: vertenza Comune di Rotonda

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“Il Giudice del Tribunale di Lagonegro Maria Rosaria Barbato ha respinto il ricorso presentato dalla Società Acquedotto Lucano relativo all’istanza di restituzione di tutti gli impianti della rete idrica e fognaria del territorio rotondese precedentemente acquisiti dall’Ente di via Roma a seguito di alcune ordinanze emanate dal sindaco del Comune del Pollino Giovanni Pandolfi”.

Il ricorso di Aql spa, si legge nella sentenza depositata presso il foro lagonegrese, è stato dichiarato inammissibile in quanto nel caso sollevato dalla società per azioni potentina non si tratta di stabilire l’illegittimità di meri comportamenti dell’amministrazione, bensì di comportamenti retti da atti amministrativi che non sono affetti da nullità radicale. Una operazione che non può essere effettuata dal giudice ordinario, essendo di competenza del Tribunale Amministrativo.

In particolare, Aql si era opposta alle azioni che l’Amministrazione Comunale di Rotonda aveva esercitato per riappropriarsi delle reti idriche e fognarie rotondesi e che aveva messo in atto a seguito di alcune ordinanze sindacali adottate dopo la rottura, ad opera di ignoti vandali, dei serramenti e della conseguente apertura di alcuni serbatoi idrici del centro urbano e delle contrade. Aql aveva fatto notare che le ordinanze in questione erano state adottate dal Sindaco Pandolfi in carenza di potere, intendendo, in realtà, perseguire un fine diverso da quello caratterizzante Aql individuato nell’assunzione diretta ed esclusiva della gestione della rete idrica e fognaria del territorio comunale, e ciò in palese contrasto con la normativa nazionale e regionale di riferimento (Legge Galli e Legge Regione 63 del 1996) con la quale il legislatore ha inteso sottrarre definitivamente la gestione delle acque pubbliche ai singoli comuni.

Ma secondo il giudice, l’acquisizione materiale dei locali e dei luoghi interessati dalla rete idrica e fognaria siti nell’ambito comunale del territorio di Rotonda, e concretamente lo “spoglio” lamentato da Acquedotto Lucano spa, nonché tutte le azioni successive intraprese dall’Amministrazione Comunale di Rotonda quali la custodia e la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica e dei serbatoi idrici presenti sul territorio, sarebbe avvenuta a seguito dell’emanazione da parte del primo cittadino di una serie di provvedimenti adottati nell’esercizio del potere d’ordinanza contingibile ed urgente attribuito al Sindaco dalla legge anche a tutela della pubblica incolumità.
In base alla normativa di riferimento sul tema in oggetto, non si è in presenza di un atto amministrativo nullo. Le ordinanze del Sindaco non rappresentano una violazione, anzi contengono la esplicitazione delle esigenze di sicurezza e d’igiene da salvaguardare attraverso l’esercizio del potere di ordinanza. Non può, pertanto, assumersi la evidente, macroscopica assenza, dei presupposti condizionanti l’esercizio del potere attribuito al Sindaco dalla legge, salvo il vaglio di legittimità in ordine al modo in cui il potere è stato esercitato, aspetto quest’ultimo sul quale al giudice ordinario non compete entrare nel merito”.

Fonte: www.basilicatanet.it

 

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