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Campania, la legge sui condoni verso l’impugnazione da parte del Cdm

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Le polemiche erano divampate feroci nello scorso agosto quando la Regione Campania aveva statuito, tramite la legge 16/2014 il nuovo procedimento di condono per gli abusi edilizi: e non accennano a fermarsi tuttora. Anzi, il Consiglio dei ministri si appresta proprio in questi giorni ad impugnare tale provvedimento di fronte alla Corte Costituzionale. Nello specifico, diversi rilievi in questa direzione sono giunti dagli uffici del Ministero dell’Ambiente.

Il provvedimento emesso questa estate in Campania stabilisce la possibilità di autocertificazione anche per gli abusi edilizi compiuti in zone con vincoli, purché i suddetti vincoli non siano di inedificabilità assoluta. Inoltre vengono spostate dal 31 dicembre 2006 al 31 dicembre 2015 i termini per definire le domande di sanatoria presentate in nel territorio regionale secondo le vecchie discipline emanate nel 1985 e nel 1994.

Secondo il Ministero dell’Ambiente quest’ultima norma “risulta idonea a consentire tali sanatorie anche in zone a rischio idraulico”, in contrasto con le prescrizioni più restrittive e vincolanti previste dagli atti di pianificazione di bacino. “La norma regionale, nell’attribuire rilievo impediente della sanatoria ai soli vincoli previsti dal condono del 1985 che comportino inedificabilità assoluta, invade la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e si pone in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione”, ha inoltre evidenziato il Ministero dell’Ambiente. Una bocciatura assoluta che fornisce gli estremi per l’impugnazione della normativa regionale dinnanzi alla Consulta.

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