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Campania: tutela acque da inquinamento nitrati

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La Giunta Regionale della Campania ha approvato, su proposta degli assessori all’Agricoltura e alle Attività produttive Andrea Cozzolino, e all’Ambiente Walter Ganapini, un disegno di legge sulla tutela delle acque dall’inquinamento provocato da nitrati di origine agricola.

Questo tipo di inquinamento è determinato da metodi di produzione agricola intensiva, che prevedono un elevato impiego di concimi azotati allo scopo di sostenere le produzioni, ma anche, per alcune aree del territorio regionale, da una elevata concentrazione di allevamenti zootecnici i cui effluenti, se non correttamente distribuiti sul terreno, possono determinare percolazione di nitrati nelle falde idriche.

Il provvedimento recepisce e conferma quanto già stabilito nel Programma d’azione regionale, approvato dalla Giunta nel febbraio 2007 e predisposto in conformità al decreto legislativo 152/2006.

Il programma d’azione individua quattro grandi gruppi di tecniche di gestione agronomica aziendale in grado di influire sulla dinamica dell’azoto nel suolo: quella degli effluenti zootecnici, della fertilizzazione, dell’uso del suolo e dell’irrigazione. All’interno di ciascun gruppo di gestione sono, poi, stabiliti specifici divieti, misure obbligatorie e misure raccomandate che le aziende agricole ricadenti in zona vulnerabili devono rispettare.

Per l’applicazione delle norme previste nel disegno di legge, la Regione ha stanziato 150mila euro per l’anno in corso. In particolare, la legge disciplinerà l’uso agronomico degli effluenti di allevamento e delle acque reflue provenienti da:

  • imprese dedite esclusivamente alla coltivazione del terreno e alla silvicoltura;
  • aziende impegnate nell’allevamento di bestiame;
  • aziende che esercitano anche attività di trasformazione o di valorizzazione della produzione;
  • piccole aziende agroalimentari.

Viene inoltre specificato il divieto di spandere i liquami zootecnici:

  1. dal 1° dicembre fino alla fine del mese di febbraio di ciascun anno, salvo deroghe concesse con appositi atti amministrativi;
  2. entro 10 metri dalle strade ed entro 100 metri dalle unità abitative a meno che i liquami, al fine di evitare le emissioni sgradevoli, non vengano interrati contestualmente allo spandimento;
  3. su terreni con pendenza media superiore al 10%, salvo che tali terreni presentino adeguate sistemazioni idraulico agrarie volte a evitare il ruscellamento.

Qualora si rendesse necessario ampliare le zone vulnerabili ai nitrati, le aziende agricole ricadenti in queste aree potranno provvedere all’adeguamento delle proprie strutture aziendali entro due anni.

Nel testo del disegno di legge sono individuate, infine, le competenze della Regione e dei Comuni, nonché il sistema sanzionatorio: in particolare, in caso di contravvenzione, il Comune di riferimento avrà il compito di applicare una multa, da un minimo di mille a un massimo di 10mila euro.

Fonte: www.regione.campania.it

 

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