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Catasto, parte la riforma: i punti programmatici del riordino

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La riforma del catasto si paleserà “entro l’anno in corso”: lo ha affermato ieri il viceministro dell’Economia Luigi Casero durante l’audizione di fronte alle commissioni Finanze di Camera e Senato.

Stilate le priorità ed i principali punti programmatici del riordino totale della materia, giunge ora il momento dei decreti attuativi, strumenti necessari per dare pieno compimento alla attesa riforma: il primo decreto sarà riferito alla ridefinizione (una vera e propria rinascita) delle commissioni censuarie. Proprio in questi giorni dovrebbe intanto essere approvata la prima bozza di decreto legislativo: questo dovrà successivamente transitare alle Camere per i pareri delle commissioni parlamentari, ritornando poi in Consiglio dei ministri per il varo definitivo.

Due sono gli elementi fondamentali che sembrano trasparire dal concretizzarsi della riforma del catasto: la sopracitata rinascita delle commissioni censuarie e lo sviluppo ed ampliamento della procedura di scambio (collaborazione) di dati tra Comuni e Agenzia delle Entrate.

Le rinnovate commissioni censuarie avranno il compito effettuare la revisione delle rendite secondo le nuove direttive, con il criterio guida per l’attribuzione del valore catastale delle case che non sarà più rappresentato dal numero dei vani bensì dai metri quadrati.

Per ciò che riguarda la più stretta sinergia tra Amministrazioni comunali ed Agenzia delle Entrate si auspica invece, attraverso la spinta delle modifiche normative in questione, una maggiore cooperazione e una più accentuata permeabilità relativa al passaggio delle informazioni per accertamenti ed aggiornamenti.

Il riordino, nelle parole del viceministro Casero, “dovrà garantire equità nella tassazione degli immobili e sarà basata sulla ridefinizione del funzionamento delle commissioni censuarie, sull’introduzione dei metri quadri al posto dei vani e sulla rivisitazione dell’intero sistema dei valori patrimoniali e delle rendite“.

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