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Ccnl edili: giro di vite su part-time

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Sono questi i punti del contratto nazionale edilizia industria, da poco firmato (dopo sei mesi di trattative) che secondo sindacati (Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil) e imprese (Ance) rendono il rinnovo particolarmente innovativo. Centrale naturalmente per Massimo Trinci, segretario nazionale Feneal-Uil, resta l`incremento di 104 euro sui salari, con la divisione in due tranche: «Gia` dal 1°giugno 2008 siamo riusciti ad ottenere un aumento del 70%, pari a 74 euro, cui si aggiungeranno 30 euro dal 1° gennaio 2009».

Sul fronte della regolamentazione, se per i sindacati l`applicazione del Durc (documento unico di regolarita` contributiva) ha dato un buon risultato in termini di emersione (confermato da un aumento delle iscrizioni alle casse edili), oggi il problema e` il part-time, che «grazie a questo contratto viene riconosciuto come “prestazione eccezionale“ e non puo` superare il 3% del totale degli occupati a tempo indeterminato – spiega Trinci -. Non sono previste, inoltre, clausole elastiche che prevedono variazioni di orario, spesso usate per sfuggire ai controlli e nascondere il fenomeno. La misura restrittiva riguarda solo gli operai – aggiunge – non gli impiegati, ne` i lavoratori del restauro dove sono piu` presenti le donne che sono lasciate libere di scegliere».

Anche per il presidente dell`Associazione nazionale costruttori edili, Paolo Buzzetti, «il part-time si addice poco al lavoro in cantiere. Cosi` come non puo` essere tollerato il subappalto a cascata», non si puo` neanche tollerare un “part-time spinto“, una migrazione continua degli operai». Ance e sindacati, in sintonia su molti punti, si sono scontrati sul tema della retribuzione in caso di malattia: «La trattativa e` stata travagliata perche` con l`introduzione di questo principio, comunque giusto, le imprese di costruzione temevano un incremento dell`assenteismo» spiega Buzzetti. «Volevamo lo stesso trattamento come per i lavoratori degli altri settori, cioe` un`integrazione piena dei giorni di malattia e non del 50% dopo 6 giorni, e del 100% dopo 12» racconta Giuseppe Moscuzza, segretario nazionale Filca-Cgil.

Sul lato delle pensioni, il sindacato vorrebbe che il fondo mutualizzato, pari allo 0,10% dei versamenti in Cassa edile (da connettere con il sistema previdenziale pubblico obbligatorio) diventasse il primo obiettivo da raggiungere: «Riusciremmo cosi` a colmare quei buchi contributivi dovuti a periodi di disoccupazione lunga» spiega Moscuzza.

Soddisfatto anche Mauro Marchesi, segretario nazionale Fillea-Cgil, «in questo settore non abbiamo scatti di anzianita`, pero` abbiamo l`anzianita` professionale edile (Ape), le cui aliquote, dopo anni di lavoro, sono aumentate del 5 per cento. Cio` portera` il lavoratore a un incremento di 4 euro mensili e questo e` un incentivo a rimanere nel settore». Per Marchesi importante e` stato l`aumento delle indennita` per i lavoratori notturni, «autostrade e citta` sono sempre piu` luoghi di lavoro nei quali bisogna operare di notte, e l`incremento dal 25 al 28% sul tasso di indennita` e` un buon risultato».

Il vero attrito tra le parti sociali, per Buzzetti, e` dovuto non solo al fatto che il rinnovo e` arrivato in un periodo di rivisitazione a livello nazionale degli aspetti del contratto di lavoro e della questione di produttivita`, ma perche`: «Siamo arrivati al dato assurdo che l`operaio specializzato prende circa 1.330 euro e l`impresa per averlo ne paga 3.340. L`edilizia poi spende il 10% in piu` rispetto agli altri contratti lavorativi. Noi abbiamo accettato di pagare ma abbiamo chiesto che quei soldi siano dati agli operai. Un 10% – continua – che tra l`altro e` considerato illegale dalla Ue». L`attenzione sulla formazione, sia dentro la scuola sia dentro i cantieri mette tutti d`accordo: le ore di training sono state infatti aumentate per gli operatori di primo impiego nel settore.

Fonti: Il Sole 24 Ore – www.ance.it

 

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