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Certificazione energetica, che fine ha fatto il protocollo VEA in Friuli?

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Non è possibile che a più di un mese di distanza dalla sua approvazione (peraltro ottenuta con grande fatica) non ci sia più traccia del protocollo Vea, perché la mancanza di chiarezza crea disagio a cittadini, imprese e operatori del settore immobiliare.

Ad affermarlo, a nome del Gruppo del PD, è il consigliere regionale Giorgio Brandolin, che denuncia come “la non conoscenza degli strumenti di calcolo ufficiali per l’applicazione del protocollo VEA renda impossibile agli operatori continuare la loro attività, lasci i cittadini nell’incertezza se la certificazione energetica valga o meno in relazione alle diverse tipologie di attività immobiliari e soprattutto a partire da quando”.

Una confusione totale, che va a pesare su un mercato già sofferente come quello dell’edilizia e della quale non si capisce il motivo.

“Non pare certo di particolare difficoltà pubblicare almeno sul sito Internet di Ares le schede tecniche chieste a gran voce dai professionisti“, afferma ancora Brandolin.

“La Giunta regionale – evidenzia Brandolin – non sembra molto interessata a risolvere il problema anzi, lascia colpevolmente ai suoi uffici l’incombenza di prendere decisioni importanti e sicuramente non di carattere tecnico.

Il gruppo del PD intende quindi spronare l’assessore Riccardi, che appare un po’ latitante nei confronti di certe materie che fanno comunque capo alle sue competenze, a prendere in mano la questione, chiede con forza di dare attuazione piena a quanto previsto dalla normativa e di onorare gli impegni presi in IV Commissione, a partire dal termine di aprile entro cui provvedere a regolamentare la certificazione ambientale”.

“L’assessore Riccardi, secondo il PD, dovrebbe occuparsi meno di strade e più di altri temi più importanti per la vita della comunità regionale, a partire dal piano energetico regionale neanche abbozzato. Infatti – conclude Brandolin – in tema di energia la nostra Regione ha la possibilità di incidere positivamente sul presente, promuovendo per esempio la riqualificazione delle nostre imprese, favorendo il risparmio delle risorse, e nel contempo sviluppando nuovo lavoro di qualità”.

Fonte: Regione FVG

 

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