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Certificazione energetica, dal 1° luglio scatta l’obbligo

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Manca meno di un mese alla scadenza del primo luglio che segna l`entrata in vigore dell`obbligo di dotazione della certificazione energetica per tutti gli immobili (sia quelli esistenti che di nuova costruzione) ma la maggior parte delle regioni sono ancora prive di una normativa ad hoc.

Esiste, ed e` gia` operativa, una legge in Lombardia, Liguria (entrambe dal 2007), Emilia Romagna (dal 2008) e nella provincia autonoma di Bolzano (dal 2005), mentre e` stato appena varato (lo scorso 14 maggio) un protocollo in Friuli Venezia Giulia.

E` attesa come imminente la pubblicazione, in Piemonte, dei regolamenti attuativi della legge 13 del 2007. Per tutte le altre regioni, in assenza di una disciplina specifica, tale obbligo non corroborato dalla previsione di alcuna sanzione, potra` essere assolto dall`esibizione di un attestato di qualificazione energetica che, in mancanza dei sistemi di calcolo nazionali, non prevede la classificazione energetica degli edifici, ma la semplice descrizione degli impianti.

L`Italia viaggera` dunque a due velocita`: da un lato le regioni con l`obbligo della certificazione energetica, in mancanza della quale i notai non potranno procedere alle compravendite immobiliari, dall`altra quelle in cui vige la sola previsione di un attestato di qualificazione energetica.

La certificazione energetica influira` inevitabilmente sul valore di mercato degli immobili che viene legato ad un nuovo parametro: quello del rendimento energetico.

Costruire un edificio che rientri in classe A (cioe` con un consumo energetico di 30 kWh/mq/anno) puo` costare il 20% in piu` circa rispetto alle costruzioni che, per gli standard minimi previsti dalla legge, hanno un consumo energetico annuo di 100 kWh/mq/anno (classe D).

Si tratta di oscillazioni del costo di costruzione di circa 300 euro/mq su un`ipotesi di partenza (fonte CasaClima) di 1.400 euro medi al metro, con tempi di ammortamento dell`investimento intorno ai 20 anni.

Gli extracosti per l`efficienza energetica variano, chiaramente, da classe a classe, e oscillano tra un incremento di circa il 7% per la classe C (consumi di 75 kWh/mq/anno, con costi al mq intorno ai 1.500 euro/mq ed investimenti ammortizzabili tra i 5 e i 10 anni) e il 12% della classe B (consumi di 50 kWh/mq/anno con un costo sui 1.575 euro/mq e ammortamento in 10 anni).

Secondo le stime di Ance, per interventi che migliorano le performance energetiche di circa il 30%, gli extracosti previsti sono di circa 150 euro/mq e derivano dall`isolamento dell`involucro (circa +50 euro mq), dalla realizzazione di un impianto di ventilazione meccanica controllata (+40 euro mq) ed uno di tipo radiante (+30 euro mq) e dall`isolamento delle finestre (+40 euro mq).

«Tra i nuovi adempimenti burocratici che la certificazione energetica comporta – spiega Pietro Torretta, vicepresidente Ance – c`e` la necessita` di realizzare progetti integrati in cui, cioe`, la parte architettonica deve essere integrata con quella impiantistica e strutturale.

Tuttavia non sempre i tempi della burocrazia riescono ad allinearsi con quelli di progettazione e costruzione creando inutili rallentamenti soprattutto quando si vanno ad applicare le nuove tecnologie.

Si  pensi, ad esempio, agli impianti geotermici che consentono un abbattimento dei consumi attraverso l`ottimizzazione del contributo energetico del sottosuolo. La regolamentazione delle autorizzazioni per questo tipo di impianti, che varia da territorio a territorio, rischia di essere troppo lunga (alle volte ci vogliono anche due anni mentre un cantiere in un anno puo` arrivare alla chiusura) con la conseguenza paradossale di arrivare alla fine dei lavori senza ancora avere avuto l`autorizzazione. Il che potrebbe creare problemi significativi posto che in tal caso si potrebbe essere costretti a cambiare, a lavoro gia` ultimato, tutto il sistema di alimentazione».

I professionisti salutano naturalmente questa norma con favore perche` apre nuove prospettive di mercato, posto che i costi per ottenere un certificato variano da regione a regione ed oscillano tra i 250 e i 500 euro per le valutazioni piu` semplici fino a 1.500 euro per quelle piu` complesse, che possono arrivare anche a 2.500 euro in Lombardia.

«I costi – spiega Norbert Lantschner di Casa Clima, azienda che attualmente sta valutando circa 600 cantieri in tutt`Italia e che ha formato negli ultimi due anni 10mila certificatori – si riducono quando si valutano gli edifici nel loro complesso piuttosto che le singole unita` abitative: per una villetta monofamiliare siamo intorno alle 1.500 euro ma la spesa si riduce per un condominio, ad esempio, con 10 unita` abitative dove il costo e` di circa 250 euro per appartamento».

 Fonti: Il Sole 24 Ore e Ance
 

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