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Codice appalti: valutazioni Ance sul terzo correttivo

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Ripristinare il diritto di prelazione per la finanza di progetto, ribadire l`obbligo di raggruppamento per le opere ad elevato contenuto tecnologico che superino il 15%, limitare l`appalto integrato e i ribassi nelle gare di progettazione. Sono queste alcune delle posizioni espresse dai rappresentanti delle imprese di costruzioni e dei progettisti durante le audizioni svoltesi ieri in Parlamento sullo schema di terzo decreto correttivo del Codice dei contratti pubblici, sul quale a breve saranno resi i pareri. La posizione di Confindustria, presente in audizione con Cesare Trevisani, e` stata netta a favore del ripristino del diritto di prelazione nelle norme in materia di finanza di progetto. Per Trevisani il governo, nel sopprimere, all`epoca del secondo decreto correttivo, il diritto di prelazione si e` dimostrato, nei confronti della Commissione europea, piu` «realista del re», mentre occorre invece rilanciare il ruolo propositivo delle imprese. Su questo tema peraltro il presidente della commissione lavori pubblici, Luigi Grillo, intervenendo nei giorni scorsi in commissione, ha ribadito la propria posizione a favore del ripristino del diritto di prelazione per il rilancio dell`istituto. L`Ance, l`associazione costruttori edili presente con Cesare Loria, ha mostrato di non condividere le eccezioni formulate dal Consiglio di stato alla proposta governativa sulla finanza di progetto (ritenute un inutile duplicato della concessione), mentre sulla modifica relativa all`articolo 37, comma 11 la posizione dei costruttori edili e` apparsa del tutto opposta a quella di Confindustria e di Finco, federazione industrie prodotti, impianti e servizi per le costruzioni aderente a Confindustria.

Su questa norma, che attualmente prevede l`obbligo di raggruppamento fra impresa appaltatrice e impresa che ha la qualificazione per lavori di notevole complessita` tecnica o notevole contenuto tecnologico (cosiddette opere superspecializzate) che superino il 15%, la Commissione europea aveva chiesto, con i rilievi formulati sul Codice dei contratti a febbraio scorso, l`abolizione per contrasto con il Trattato e le direttive. Il governo ha recepito l`istanza comunitaria prevedendo il ricorso al subappalto e introducendo anche il limite di ribasso dell`8% per i lavori subappaltati e il pagamento diretto del subappaltatore. L`Ance se e` favorevole al subappalto in luogo dell`obbligo di raggruppamento, non e` invece d`accordo sul limite dell`8% e sul pagamento diretto del subappaltatore, previsioni ritenute incostituzionali e in contrasto con la normativa europea. Di opposto parere sia la Finco, presente con il direttore generale Angelo Artale, sia Confindustria che hanno invece chiesto lo stralcio della modifica proposta dal Governo e il mantenimento della norma oggi in vigore, sia per tutelare la qualita` dei lavori, sia per evitare i pericoli di infiltrazione malavitosa, sia ancora per ragioni di trasparenza. Sul tema della qualificazione delle imprese di costruzioni l`Ance ha difeso la norma governativa, contestata dal Consiglio di Stato, che consentirebbe di fare valere i cinque migliori anni dell`ultimo decennio in quanto finalizzata a frenare gli effetti negativi derivanti dal forte ridimensionamento degli appalti pubblici. Tutti d`accordo, invece, sulla necessita` di trovare correttivi ai rincari dei materiali e sull`opportunita` di ripristinare, come chiesto da Confindustria, l`istituto dell`anticipazione. Sul fronte dei progettisti, l`Oice, l`associazione degli studi di architettura, ingegneria, e consulenza tecnico-economica, con il presidente Braccio Oddi Baglioni, ha chiesto, sia alla Camera, sia al Senato di tutelare il principio della centralita` della progettazione prevedendo maggiori limiti all`appalto integrato, agevolando la crescita e l`aggregazione dei progettisti e ha proposto di fare ricorso al project construct management. In piena sintonia con il Consiglio Nazionale degli architetti e con quello degli ingegneri l`Oice si e` trovata rispetto al tema dei ribassi nelle gare di progettazione, proponendo di non fare ricorso al criterio del prezzo piu` basso e di premiare gli aspetti qualitativi e non quantitativi. Dal dibattito svoltosi alla Camera e` emersa la disponibilita` della Commissione a tenere in considerazione, con i pareri, gli spunti offerti in particolare sul diritto di prelazione.

Fonti: www.ance.it – Italia Oggi, 23 luglio 2008

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