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Consumo del suolo: la chiave nel processo di rigenerazione urbana

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Consumo del suolo: come si delinea il ruolo dell’ingegneria nel progetto di rigenerazione urbana che dovrà assumere una posizione centrale al progetto di attuazione agli input contenuti nel disegno di legge in materia approvato in settimana dalle Commissioni Ambiente e Agricoltura della Camera?

Il monito lanciato dall’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e di architettura italiane aderente a Confindustria, è chiaro: “La legge definisce la rigenerazione urbana come un insieme coordinato di interventi urbanistici, edilizi e socio-economici nelle aree urbanizzate finalizzate alla sostituzione e al riuso in un’ottica di sostenibilità ambientale, di contenimento del consumo di suolo, di localizzazione dei nuovi interventi di trasformazione nelle aree già edificate, di innalzamento del potenziale ecologico – il presidente Patrizia Lotti -, per realizzare questi interventi occorre quindi il possesso di competenze multidisciplinari e organizzate che presuppongono una organizzazione progettuale accurata e dettagliata. In altre parole si tratta di operazioni complesse che necessitano di una programmazione e progettazione accurata, per le quali il ruolo del progettista e delle società di ingegneria non può che essere centrale”.

Per il presidente dell’OICE ciò vale ancora di più per il piano periferie: “La necessità di una progettazione integrata che metta insieme tutti i fattori emerge ancora di più nell’ottica di attuazione del piano delle periferie previsto dalla legge, attraverso il quale si dovranno applicare standard di elevata qualità ambientale e precisi obiettivi prestazionali degli edifici. Lo strumento che la legge prevede è stato individuato correttamente nei concorsi di progettazione, ma è importante assicurare che il vincitore del concorso sia un soggetto in grado di sviluppare adeguatamente il progetto, anche attraverso sinergie con altre professionalità e strutture. Per quanto ci riguarda garantiamo che le nostre società saranno pronte a raccogliere le sfide progettuali che saranno lanciate sul territorio”.

Il disegno di legge in materia di consumo del suolo punta ad indirizzare l’edilizia verso interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana, favorendo il “costruire sul costruito” senza consumare altre aree e puntando su risparmio energetico, sicurezza e qualità.

“Ci sono stati dei ritardi – ha commentato il presidente della commissione Ambiente di Montecitorio, Ermete Realacci – ma è importante che questo passaggio sia avvenuto prima della fine dell’Expo. La sfida di nutrire il pianeta necessita di scelte coerenti”. Realacci ha ricordato che il provvedimento, molto atteso ha l’obiettivo di “limitare il consumo del territorio che, come affermano i dati dell’ISPRA, è di 7 metri al secondo. Un ritmo ormai insostenibile”.

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