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Consumo di suolo, le politiche di contrasto di Toscana e Emilia Romagna

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“Toscana e Emilia Romagna, due regioni diverse ma accomunate da forti analogie: entrambe hanno praticato la pianificazione come metodo di governo del territorio; entrambe dalla fine degli anni novanta hanno scelto di ridimensionare fortemente il ruolo delle regioni rispetto alle scelte di pianificazione degli enti locali; entrambe ora si stanno interrogando su come mettere in atto politiche piu’ efficaci per contrastare il consumo di suolo. “

Lo ha detto l’assessore al governo del territorio Anna Marson nel suo intervento a Terra Futura a conclusione del seminario sulle politiche di contrasto al consumo di suolo cui era stato invitato anche Roberto Gabrielli, responsabile del servizio pianificazione urbanistica, paesaggio e uso sostenibile del territorio dell’Emilia Romagna.

L’urbanista emiliano ha tracciato un quadro dell’evoluzione urbanistica degli ultimi vent’anni nella sua regione insistendo sulla necessità di puntare sulla rigenerazione urbana come “occasione per rimettere in gioco l’esistente e contrastare la dispersione insediativa che ha fatto lievitare in Emilia Romagna anche più che in Toscana il consumo di suolo”.

“Di fronte alle diverse modifiche in corso al sistema degli enti locali si pone anche per le Regioni la questione di rivedere il proprio ruolo nella pianificazione del territorio – ha detto ancora l’assessore Marson – Ed è utile un confronto tra sistemi non troppo dissimili come quello che abbiamo avviato con l’Emilia Romagna. In Toscana si è affermata l’esigenza di speriementare progetti di rilevanza regionale, come quello del Parco agricolo della Piana oggetto della variante al Pit in discussione al Consiglio.

Ma anche di rivedere aspetti procedurali e sostanziali della pianificazione, cui stiamo mettendo mano con la revisione della legge regionale di governo del territorio e con la nuova redazione del Piano paesaggistico regionale. Piano paesaggistico articolato in ambiti territoriali che possono giocare un ruolo anche rispetto alla costruzione di scenari di sviluppo socio-economico.”

“Per contrastare il consumo di suolo – ancora Marson – la Toscana sta lavorando a migliorare i contenuti della legge regionale di governo del terrritorio, prevedendo nei piani verifiche puntuali dei volumi e delle aree urbanizzate esistenti e riutilizzabili, dando una definizione piu’ puntuale di territorio urbanizzato, e proponendo forme di perequazione territoriale obbligatoria tra comuni nel caso di nuove espansioni ‘necessarie’. Quanto alla rigenerazione urbana abbiamo introdotto gia’ nel 2011 una prima norma sperimentale che prevede non la negoziazione pubblico-privato ma la discussione pubblica delle proposte progettuali private selezionate mediante lo strumento del bando pubblico.”

Fonte: Regione Toscana

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