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Conto Energia, nuova bozza di decreto

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Come già visto prima della pausa natalizia, una nuova bozza di decreto sul futuro Conto energia – in circolazione ormai da qualche giorno sui vari media – rischia di creare forte preoccupazione tra gli operatori di settore.

Prima di entrare nel merito del documento in questione, APER ritiene ancora una volta indispensabile ribadire che la diffusione di bozze più o meno ufficiali sortisce l’unico effetto di disorientare gli investitori determinando una vera e propria turbativa del mercato, cosa che oggi il nostro Paese non può sicuramente permettersi.È per questa ragione che l’Associazione ha da tempo adottato un approccio prudenziale, rifiutandosi di diffondere questo genere di documenti “ufficiosi” anche all’interno dell’Associazione stessa e concentrandosi invece sul dialogo e sul legittimo pressing nei confronti degli attori istituzionali a cominciare dal Ministero dello Sviluppo Economico.Entrando ora nel merito della questione, indubbiamente l’ultima versione del testo di decreto pervenuta ad APER a fine gennaio presenta alcune criticità che puntualmente e tempestivamente sono state fatte presenti al Ministero.

  • I tempi e i margini sono ormai piuttosto ristretti e sebbene l’impostazione complessiva del Decreto sia giudicata positivamente, l’Associazione ha espressamente evidenziato i punti che presentano le maggiori criticità: 
  • tariffe incentivanti: sono stati ipotizzati dei tagli eccessivi;
  • periodo transitorio tra tariffa incentivante 2010 e 2011;
  • decremento annuale delle tariffe incentivanti: non più del 4% annuo;
  • bonus (10%) per sostituzione amianto/eternit;
  • incentivazione  per tettoie e pensiline (stessa tariffa riconosciuta ad impianti su edifici).

Se il superamento di queste criticità sono ritenute vitali per mantenere in salute il settore, altrettanta importanza va data alle tempistiche di approvazione ed emanazione.
Non si faccia il gravissimo errore di rimandare ogni decisione a dopo le elezioni regionali. L’avvicinarsi delle elezioni potrebbero causare un rinvio dell’adozione del presente provvedimento e anche delle linee guida nazionali sul procedimento unico di autorizzazione degli impianti alla Conferenza Stato-Regioni post elettorale di maggio.
Deve essere chiaro a tutti che questo eventuale fermo elettorale provocherebbe un danno significativo al mercato, a tutto il settore della produzione di energia da fonti rinnovabili ed un inevitabile blocco di cantieri e progetti in corso.
Fonte: Aper

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