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Costruzioni, si inverte la marcia

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Autore: Andrea Battistuzzi
Fonte: www.italiaoggi.it

C’è aria di ottimismo in casa dei costruttori dell’Ance presieduta da Paolo Buzzetti che hanno presentato ieri a Roma i dati dell’osservatorio sull’industria delle costruzioni in Italia nel 2007. Si respira un clima decisamente diverso da quello di 12 mesi fa dovuto al colpo schivato dei mutui statunitensi e a una prima inversione di tendenza nel comparto delle opere pubbliche prevista per il 2008. «L’ultima spiaggia per migliorare la competitività», secondo Buzzetti.

Nel complesso, per il nono anno consecutivo, gli investimenti in costruzioni portano il segno positivo con un +1% sul 2006 e toccando così quota 152 miliardi nel 2007. Un dato inaspettato alla luce delle previsioni del calo del comparto immobiliare, i cui investimenti pesano sul pil (comprese le spese di trasferimento di proprietà) per l’11,1%. Cifre lontane dalla locomotiva dell’Europa, dove Irlanda e Spagna sfiorano il 20% di incidenza sul pil e dove gli investimenti in costruzioni sono aumentate del 75% in dieci anni a fronte del 29,4% italiano.
La frecciata va in particolare al settore degli investimenti pubblici dove i soldi stanziati sono spesso fermi da anni in attesa dei passaggi burocratici, come nel caso di Anas e Ferrovie ancora in attesa di applicare i rispettivi contratti di programma che bloccano così circa 5 miliardi di euro di opere. O come nel caso degli asili nido, dove nonostante la carenza denunciata di strutture e gli oltre 450 milioni di euro stanziati per il 2007 e 2008, in molte regioni i soldi sono fermi da tempo.
È il caso di Toscana, Campania, Calabria, Basilicata e Valle d’Aosta dove i primi bandi sembrano ancora lontani. Le opere pubbliche potrebbero compensare nei prossimi mesi la frenata dell’edilizia residenziale che sconta le preoccupazioni della finanza internazionale che nel prossimo biennio contribuirà a ridurre gli investimenti edili anche nei paesi «in fuga».

A crescere è anche l’occupazione, salita del 2,9% mentre sono diminuiti del 10% nel 2007 gli incidenti mortali.

Edilizia privata. A trainare l’edilizia è il residenziale che segna un rallentamento sul 2006 con un +1,6%, contro il 3,1 dell’anno precedente. In rialzo il ricorso alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni (+8,5%) che fanno toccare agli interventi di manutenzione quota 43 miliardi nel 2007 (pari alla metà degli investimenti nell’edilizia residenziale), mentre le nuove abitazioni crescono appena dello 0,8%. Le imprese tornano a investire a fronte della quasi stagnazione del 2006. L’edilizia non residenziale privata è cresciuta del 2,8% nel 2007. L’intero comparto dovrebbe rallentare ulteriormente nei prossimi mesi fermandosi a un +1,3% nel 2008.

Opere pubbliche. Il 2007 prosegue il trend negativo degli investimenti statali con un -2,9% nonostante l’incremento di risorse stanziato dalle ultime due Finanziarie. Un andamento che dovrebbe invertire la tendenza nei prossimi mesi e che dovrebbe riportare in positivo l’erogazione di fondi pubblici, seppur di uno 0,1%. A mettere il segno più davanti agli investimenti pubblici sarà il Sud dove è prevista una crescita del 4% nelle opere pubbliche per il 2008, che dovrebbero compensare i numeri del Nord Italia (-2,1% nel Nordest e -2,6% nel Centro Italia nelle previsioni 2008). Un dato che dipenderà dai contratti di programma di Anas e Ferrovie che dovrebbero far ripartire i bandi, appena ricevuto il via libera definitivo della Corte dei conti. «È terminata la caduta delle opere pubbliche», ha spiegato Buzzetti che stima il ritardo italiano nelle infrastrutture in 120 miliardi di euro negli ultimi dieci anni. «Stando ai dati dell’Ance inoltre per vedere compiute le grandi opere servono in media otto anni e quattro mesi, di cui cinque anni e otto mesi spesi solo tra progettazione e bandi.

Mercato immobiliare. Calano le vendite di case ma non i prezzi. Se il mercato immobiliare vede la flessione nelle vendite del 4,6% nel 2007 (dati dell’Agenzia del territorio), i prezzi delle case non calano altrettanto. Resta alta la domanda residenziale mentre è più difficile l’accesso ai mutui nonostante l’indebitamento delle famiglie italiane sia tra i più bassi d’Europa. I mutui erogati sono passati dai 55 miliardi di euro del ’96 ai 283 miliardi del 2007, su cui gli italiani pagano uno 0,7% in più rispetto alla media Ue. «Un razionamento del credito sarebbe ingiustificato», ha detto Buzzetti, «politiche restrittive delle banche avrebbero conseguenze gravi per imprese e famiglie».

Tra le richieste al nuovo governo c’è l’impegno sull’housing sociale. «In Francia nel 2005 si sono costruite 70 mila abitazioni sociali contro le 1.900 dell’Italia nel 2004», ha detto Buzzetti. L’Italia è in ritardo sull’affitto rispetto ai paesi Ue con il 18,8% degli immobili in locazione contro il 57,3% tedesco. Cifra dovuta in parte al mercato in nero contro cui l’Ance chiede la riduzione delle imposte sulla locazione al 20% per far emergere gli affitti non denunciati. «L’Italia si è dimenticata del problema degli affitti negli ultimi dieci anni», ha concluso Buzzetti, «il social housing deve farsi carico delle rinnovate esigenze della società e del cambiamento radicale delle condizioni di contesto».

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