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Detrazione 55%, interventi in calo per “colpa” del bonus 50%

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Si è registrato negli ultimi mesi un forte calo gli interventi di risparmio energetico che ricevono una detrazione del 55%.

Il “colpo di grazia” al bonus fiscale per il risparmio energetico è stato dato con il d.l. n. 83/2012  che ha  innalzato dal 36% al 50% la detrazione fiscale per la ristrutturazione e da quel momento (giugno 2012) il 55% è risultato certamente meno competitivo.

Il bonus per gli interventi di risparmio energetico, anche se permette di scontare il 5% in più, il percorso per ottenere il rimborso è molto più complicato: serve l’invio della pratica all’Enea, da accompagnare, per esempio, a schede prestazionali o certificazioni energetiche, non immediate da ottenere.

Ecco i dati relatvi al bonus 55%.

Nel 2011 le domande per il 55% erano 396.000. Nel 2012 dovrebbero essersi bloccate a 220.000 (44% in meno rispetto al 2011). Le prime stime arrivano dal rapporto Onre (leggi anche Rapporto ONRE 2013, cresce il numero dei Comuni green ), che ci dice, appunto, che i risultati del 55% nel 2012 sono molto più bassi rispetto alle cifre che il Rapporto stesso ha preso in considerazione come le cifre indicative che ci permetterebbero di dire di aver centrato l’obiettivo del pacchetto 20-20-20 nell’edilizia residenziale entro il 2020.

3,4 i miliardi spesi per isolare nel 2012, contro i 4,4 spesi nel 2011. La cifra utile a raggiungere gli obeittivi nel 2020 è calcolata dall’Onre in 6,5 miliardi all’anno.

Alcuni interventi sono però scomparsi del tutto: non fagocitati dal più semplici 50%, non sono proprio stati fatti: in tutto sono state disperse circa 166.000 domande.

La conclusione cui giunge Lorenzo Bellicini, Direttore del Cresme, che ha condotto studi approfonditi sul rapporto 55% e 36-50%, è amara e ovvia, ma realistica: la diminuzione delle persone che hanno usufruito del bonus 55% non è solo causato dall’arrivo della detrazione 50%, ma “è l’effetto della crisi ed è la dimostrazione che persino gli incentivi alla riqualificazione non riescono più a tenere vivo il mercato” (sempre Sole 24 Ore, 18 marzo 2013).

Fonte: Ediltecnico

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