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Dismissioni e sviluppo patrimonio immobiliare: ecco l’accordo Lazio-Demanio

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È stato approvato nella giornata di ieri il protocollo d’intesa inerente alla dismissione degli immobili di proprietà regionale sottoscritto dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dal Direttore dell’Agenzia del Demanio, Stefano Scalera e dall’Assessore al Bilancio laziale, Alessandra Sartore, nella sede della giunta regionale. Il protocollo si configura come una sorta di “Uovo di Colombo” (nelle parole di Zingaretti), capace di promuovere, valorizzare ed inaugurare una strada di sviluppo per il patrimonio immobiliare presente all’interno dei confini della Regione Lazio.

A livello complessivo la Regione Lazio dispone di un patrimonio di grande vastità e varietà, composto da oltre 1550 fabbricati e quasi 13mila terreni di proprietà. I fabbricati sono di diversa tipologia (da abitativo a terziario transitando per i fabbricati industriali) distribuiti su tutto il territorio regionale con evidente prevalenza di dislocazione all’interno del Comune di Roma (430 immobili, circa il 30% rispetto alla quota totale).

Ma ecco gli estremi dell’accordo siglato ieri: la durata è biennale, e l’Agenzia del Demanio promuoverà le attività necessarie alle verifiche di “prefattibilità” giuridico-amministrativa, tecnico-operativa ed istituzionale al fine di individuare gli strumenti di attuazione effettivamente più efficaci: l’obiettivo virtuoso che scaturisce dall’accordo è quello di favorire politiche di sviluppo territoriale e di crescita economica locale.

In base all’accordo, la Regione e l’Agenzia si riservano di individuare, all’interno del territorio laziale, la presenza di immobili che potrebbero vedere la realizzazione di opere a forte valenza di sviluppo sociale, di rigenerazione del territorio e di soddisfacimento degli interessi della collettività. L’idea che permea l’accordo è quella di una collaborazione tra i due Enti volta ad individuare, analizzare e segmentare il portafoglio immobiliare di proprietà della Regione o di altre entità al fine di capire le azioni da intraprendere.

Due le azioni in programma:

Piano Regionale di Dismissione: riguarda gli immobili di proprietà della Regione e mira alla massimizzazione delle vendite entro la durata biennale dell’accordo, da realizzare tramite strumenti diretti ad evidenza pubblica, anche attraverso procedure informatizzate o altre modalità.

Piano Regionale di Razionalizzazione: diretto ad ottimizzare l’utilizzo di beni strumentali della Regione e a ridurre la spesa per locazioni passive di Regione e Stato.

Secondo il Presidente di Regione Nicola Zingaretti si tratta di una pagina storica per l’amministrazione laziale, affermando che l’accordo potrebbe essere definito come un “Uovo di Colombo, che però non era mai stato fatto: questi manufatti – prosegue Zingaretti – sono case, stabili, palazzi, ex fabbriche, un patrimonio immenso per una Regione che contemporaneamente spende milioni di euro per gli affitti passivi dei propri uffici. Riguardo alla dismissione degli immobili il protocollo serve a questo, uscire all’approccio sciatto della gestione del patrimonio. Ora – conclude il Presidente regionale – entreremo nel merito elaborando i “cluster” della tipologia del patrimonio per poi scegliere cosa alienare, cosa valorizzare e cosa riutilizzare, salvando il bene pubblico”.

Un tavolo di tecnici è già pronto per elaborare l’attuazione di queste strategie necessarie per implementare ed ottimizzare una corretta strategia nella gestione dei beni di proprietà regionale.

A cura di Marco Brezza

 

 

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