Questo articolo è stato letto 28 volte

Distanze in edilizia: la valutazione tecnico-discrezionale del Comune

distanze-in-edilizia-la-valutazione-tecnico-discrezionale-del-comune.jpg

Nel rilascio dei permessi il Comune è tenuto ad effettuare una valutazione tecnico-discrezionale sulla effettiva necessità delle deroghe alle altezze e alle distanze ammesse per favorire interventi di riqualificazione energetica.

Queste non possono infatti essere decise in maniera autonoma dal costruttore: ad affermarlo è il TAR Abruzzo tramite la sentenza 14 maggio 2015, n. 206. Nel caso di specie erano state segnalate delle irregolarità dopo la realizzazione di una palazzina residenziale: il Comune aveva conseguentemente svolto dei sopralluoghi ed emesso un’ordinanza di sospensione dei lavori e di demolizione.

Gli interessati avevano immediatamente proposto ricorso sostenendo che la presunta violazione delle altezze e delle distanze era dovuta all’applicazione ai solai e ai muri esterni di pacchetti termici utili al risparmio energetico, ritenendo quest’ultima una deroga alle norme in materia di altezze massime e distanze minime ammessa dal d.lgs. 115/2008 (che consente maggiori spessori per ottenere una riduzione minima del 10% dell’indice di prestazione energetica).

Il TAR definisce invece la deroga non automatica: a parere dei giudici amministrativi, il Comune deve valutare se sono possibili soluzioni alternative in grado rispettare le prescrizioni sulle distanze e le altezze. Nel caso in cui il richiamo alle norme che consentono la deroga per motivi di risparmio energetico sia fittizio, il Comune è pertanto tenuto ad emettere l’ordine di demolizione. 

Per un focus di aggiornamento sulle novità giurisprudenziali degli ultimi mesi in materia di regime delle distanze, Maggioli Editore consiglia la nuova versione del volume Il regime delle distanze in edilizia, di Romolo Balasso e Pierfrancesco Zen: si tratta di uno strumento di lavoro nel quale si analizzano, anche da un punto di vista operativo, gli inteventi legislativi e le novità giurisprudenziali di rilievo sul tema.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>