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D’obbligo l’aggiornamento annuale del prezzario lavori pubblici

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In seguito al ricorso presentato da alcune aziende associate, il Tar della Puglia ha espresso alcune considerazioni in tema di aggiornamento dei prezzari, con la sentenza 3468/2007.

Il vigente art. 133 comma 8 del codice dei contratti pubblici impone alle pubbliche amministrazioni l’aggiornamento annuale del proprio prezzario dei lavori pubblici, che perde validità al 31/12 di ogni anno e può essere utilizzato solo fino al 30 giugno successivo per i progetti la cui approvazione sia intervenuta entro tale data.
La disaposizione vuole dettare norme di azione di interesse per i privati, tutelabili, in quanto tali, dinanzi al giudice amministrativo.
Nel caso in cui venga posto a base d’asta un prezziario non aggiornato, i soggetti interessati a partecipare alla gara possono impugnare gli atti a base di gara, far valere davanti al Tribunale amministrativo competente il vizio di violazione di legge e richiedere l’annullamento del bando per illegittimità di un presupposto essenziale (il prezzario) su cui lo stesso viene fondato.

Già il Tar di Catania si era espresso a favore della sospensione di procedimenti di gara instaurati ponendo, a base degli stessi, progetti redatti con prezziari non aggiornati; decisione poi confermata dal Consiglio di Giustizia amministrativa della Sicilia.

Il Tar di Lecce con la sentenza in esame riconosce come legittima la pretesa delle imprese a che siano posti a base di gara progetti redatti con prezzari aggiornati, e conferma, nella parte relativa ai prezzi utilizzati, l’annullamento del bando e del progetto a base d’asta.

Il Giudice amministrativo articola il proprio ragionamento su un profilo di carattere meramente processuale e su uno di carattere sostanziale. Sul piano processuale, il Tribunale evidenzia la possibilità e l’onere, senza necessità di partecipare alla gara e di attendere l’eventuale atto applicativo del bando, di impugnare l’atto direttamente, nel caso in cui si contesti il bando, a causa del prezziario non aggiornato. Questo perchè l’utilizzo di un prezzario non aggiornato costituirebbe una di quelle una clausola idonea a generare una lesione immediata (CS., 27 gennaio 2003, n. 1).

Oltre al riderimento alla sentenza del Consiglio di Stato in tema di clausole escludenti, è rilevante il ragionamento svolto dal Tribunale, secondo cui è inutile e contro ogni buon senso imporre ad un’impresa di partecipare alla gara per poter impugnare il bando, in un’ipotesi in cui l`impresa (contestando la bontà del progetto, in quanto basato su di un prezzario non attualizzato ai prezzi di mercato) sarebbe comunque costretta a formulare un’offerta sulla base dei prezzi che non condivide e non ritiene congrui.

Inoltre, il termine per l’aggiornamento dei prezzari non deve avere natura meramente sollecitatoria. In base alla normativa regionale pugliese (art. 13 della legge regionale n. 13/2001) l’aggiornamento annuale del prezziario da parte della Regione è comunque obbligatorio: il prezziario deve essere usato dalle stazioni appaltanti come base per i computi estimativi dei progetti da porre in gara.
La stazione appaltante ha violato la norma nazionale e regionale, in quanto, pur essendo disponibile il prezziario regionale aggiornato al 2006, ha invece continuato a fare riferimento al prezzario del 2002, contenente prezzi inferiori del 30-35% rispetto a quelli del nuovo prezziario. A parere del Giudice amministrativo, inoltre, l’eventuale scelta dell’amministrazione di porre a base di gara prezzi inferiori a quelli del prezziaro vigente deve essere adeguatamente motivata e giustificata: non sarebbe assolutamente sufficiente, ma tutto incongrua, una motivazione basata sulla necessità di evitare eccessivi ribassi. L`utilizzo di un prezzario non aggiornato, al contrario, costringe i concorrenti a formulare offerte troppo basse rispetto alla realtà di mercato. La funzionalità di certi meccanismi a protezione della formulazione di ribassi adeguati e seri (ad esempio la valutazione dell’anomalia) è garantita proprio dal fatto che a base di gara sia posto un progetto correttamente stimato in termini economici. Soltanto così i concorrenti possono formulare adeguatamente la propria offerta e attuare una concorrenza seria ed oggettiva nel mercato dei lavori pubblici.

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