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Durc, la parola al giudice

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Se l`Inail non si pronuncia nei termini previsti dalla legge, il ricorso amministrativo si intende respinto e la regolarita` contributiva potra` essere certificata solo se l`interessato intraprende la strada del ricorso giudiziario. L`indicazione e` contenuta nella nota Inail n. 8523 del 17 settembre scorso.

L`emissione di un Durc favorevole e` diventata un requisito indispensabile per ottenere benefici contributivi e agevolazioni di legge e operare in alcuni settori (in quello degli appalti pubblici e` la stessa stazione appaltante a richiedere il documento per conto dell`impresa).

Il Durc non favorevole viene emesso quando l`Istituto riscontra «scoperture» contributive a carico dell`azienda, lacune che derivano dal mancato o insufficiente versamento di contributi o premi previsti dalla legge.

In questo caso l`Inail (o l`Inps) assegnano un termine di quindici giorni per sanare la situazione: l`interessato ha diritto a presentare un ricorso amministrativo (di tipo gerarchico), qualora non ritenga effettivamente dovuto quanto richiesto dall`amministrazione. In attesa che l`organo amministrativo si pronunci sul ricorso, la questione rimane sospesa. In questo periodo si assistera` all`emissione di un Durc favorevole.

I ricorsi in materia di tariffe Inail prevedono che l`amministrazione comunichi la propria decisione nel termine di 180 giorni (Dpr 314/01). Dopo, il ricorso si intende respinto sulla base del principio del «silenzio rigetto». Al riguardo si era gia` pronunciato il ministero del Lavoro, nella risposta a interpello n. 64/2009.

Fonti: Ance e il Sole 24 Ore  

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