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Edifici rurali in Toscana

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Nessun obbligo di demolizione se l’uso dell’annesso varia ma la destinazione resta agricola. E nessuna richiesta di denaro a garanzia del fatto che, se l’uso cambierà, l’annesso venga appunto demolito.

La Regione risponde alla Coldiretti, che aveva sollevato più di un dubbio e si era lamentata delle promesse fatte e a suo dire non mantenute. E tranquillizza le imprese agricole preoccupate.
L’obbligo previsto dalla legge urbanistica toscana di abbattere gli edifici rurali quando ne viene cambiato l’uso – e da agricolo diventa altro – rimane.

«E’ una garanzia contro le speculazioni edilizie e il rischio che un magazzino o un ovile diventi una villa o un appartamento. Del resto un’indagine degli anni scorsi pubblicata dal Sole 24 ore dimostra come fino al 2005, quando la nuova legge toscana è stata approvata, gli investimenti immobiliari delle aziende agricole delle nostra regione erano doppi, in percentuale, rispetto al resto d’Italia» sottolinea l’assessore al governo del territorio, Riccardo Conti.

«Abbiamo voluto cercare di liberare risorse da investire sullo sviluppo del reddito agricolo, salvaguardando il paesaggio» continua l’assessore Conti. Ma se al posto di un ovile un annesso viene trasformato in una stalla per cavalli o in un deposito per il pecorino, e dunque il suo uso rimane agricolo, nessuno imporrà la sua demolizione. Gli uffici della Regione lo ribadiscono.

Il dubbio era già stato chiarito nel regolamento che è seguito alla legge, spiegano. In tal caso basterà che l’agricoltore invi in Comune una raccomandata indicando la variazione e il nuovo uso agricolo che dell’annesso intende fare, all’interno del nuovo e variato programma aziendale.

La Coldiretti aveva sollevato preoccupazioni anche riguardo alla garanzia in denaro da versare, a fronte della futura demolizione dell’immobile. Ma è anche questo è scomparso o scomparirà presto. «Abbiamo modificato la norma con la ‘legge di manutenzione’ che è già in Consiglio regionale e che sarà approvata entro la fine dell’anno – conclude Conti – Nel frattempo abbiamo anticipato le nuove disposizioni con una circolare».

Fonte: www.regione.toscana.it

 

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