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Edilizia: mercato residenziale in calo

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Proseguira` anche il prossimo anno la fase stagnante che il mercato delle case ha iniziato a sentire in maniera piu` decisa dall`inizio del 2008.

I primi segnali di ripresa sono previsti non prima del secondo semestre del 2010: ancora lungo, dunque, il ciclo negativo di un comparto che, dopo anni d`estremo dinamismo, si prepara a chiudere un bilancio 2008 con segno negativo.

Secondo l`Osservatorio sul mercato urbano della Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali), l`andamento dei prezzi delle case ha fatto segnare mediamente un calo tra il 7-7,5% su base annua, provocato da un insieme di fattori come la difficolta` di accesso al credito bancario da parte di chi cerca casa, la diminuzione della domanda e l`accumulo di offerta di immobili in vendita sia nelle grandi sia nelle medio-grandi citta` italiane.

La tempistica di vendita degli immobili ad uso abitativo e` arrivata oggi ad una media di nove mesi con piu` della meta` delle compravendite (58%) chiuse grazie al ricorso a un mutuo.

In deciso calo anche il numero delle abitazioni acquistate. Secondo i dati dell`Agenzia del territorio per il primo semestre 2008, i volumi di scambi in Italia sono calati del 14% rispetto allo stesso periodo dell`anno precedente, con alcune differenze a livello di distribuzione geografica da segnalare.

Il Nord Italia, che rappresenta il 52% del mercato nazionale, ha segnato diminuzioni del 15,4 per cento.
Piu` contenuta la riduzione nel Mezzogiorno (che in ogni caso "pesa" solo con una fetta del 28% sul totale) assestata su un -10,7 per cento.

«E le previsioni per il primo semestre 2009 commenta Luciano Passuti, a capo dell`ufficio Studi Fiaip – indicano ancora una diminuzione nell`andamento delle compravendite degli immobili ad uso abitativo, mentre dovrebbe essere un po` piu` dinamica la situazione sul versante degli affitti, che stanno gia` chiudendo il 2008 con un aumento del 1,7% dei contratti. E nei prossimi 12 mesi ci aspettiamo una domanda in aumento, soprattutto nelle zone centrali e semicentrali delle citta`».

Altro dato da sottolineare e` lo stallo generalizzato dell`immobiliare abitativo: se fino all`anno scorso erano le citta` capoluogo a risentire di piu` dell`erosione del mercato (ad esempio, nelle citta` capoluogo di provincia la riduzione delle compravendite era doppia rispetto alla media nazionale), oggi la compressione dei volumi si e` allargata dalle grandi alle medio-piccole citta`, senza distinzione. […]

Segnali di preoccupazione arrivano anche dal comparto delle costruzioni. Dall`analisi dei dati di preconsuntivo, presentati lo scorso mese di ottobre dall`Ance (Associazione nazionale costruttori edili), emergono anzitutto stime di chiusura di bilancio 2008 ridimensionate, da parte di imprese di settore oggi decisamente piu` prudenti rispetto a sei mesi fa quando le aspettative sui livelli produttivi si presentavano ancora tendenzialmente positive.

In particolare, questi ultimi mesi hanno portato ad un`inversione di trend nell`edilizia abitativa, con una flessione dei livelli produttivi valutata intorno all`1 per cento.

Performance particolarmente negative alla voce "nuove costruzioni residenziali" (-2,8% rispetto al 2007), a fronte di un modesto incremento delle attivita` di recupero e manutenzione (+0,7% sempre rispetto al 2007) e alimentato dalle agevolazioni fiscali sulle spese di ristrutturazione edilizia. Nei primi sette mesi dell`anno in corso, i contribuenti che hanno beneficiato della detrazione del 36% sono risultati 221.074.

Nei prossimi 12 mesi si prevedono quindi altri segni meno su tutti i comparti delle costruzioni, ad eccezione delle attivita` di recupero abitativo.
Si prevedono investimenti in abitazioni in flessione complessiva dell`1,2% per effetto di un ulteriore e piu` marcato calo alla voce edilizia residenziale (-3% rispetto al 2008) e di una sostanziale “tenuta“ degli interventi di recupero e manutenzione, per i quali si prevede un lieve rafforzamento: un +0,5 sostenuto anche per il prossimo anno sia dalle agevolazioni fiscali del 36% (il disegno di legge della Finanziaria 2009 prevede una proroga fino al 31 dicembre 2011) sia dalle detrazioni del 55% sul risparmio energetico degli edifici, prorogate per tutto il 2010.

Previsioni poco  ottimistiche anche sul triennio 2008-2010. 
Secondo il Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l`edilizia e il territorio) si svoglerà un`ulteriore decisa caduta delle nuove costruzioni residenziali (-30% in tre anni), una contrazione delle opere pubbliche (contenuta nel 2008, intorno al -5,8% nel 2009 e pari al -3,8% nel 2010), piu`un comparto come quello degli interventi di riqualificazione anch`esso in flessione, dopo le performance tutto sommato positive fatte registrare fino ad oggi.

Fonti: www.ance.it e Il Sole 24 Ore

 

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