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Edilizia popolare e sostenibile a Trento

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Nuovi criteri Icef per l’edilizia abitativa pubblica 
Con una delibera approvata nei giorni scorsi la Giunta provinciale ha completato il quadro di applicazione del sistema Icef per l’accesso alle agevolazioni in materia di edilizia abitativa pubblica. La delibera, che porta la firma dell’assessore alle politiche sociali Ugo Rossi, detta i nuovi parametri Icef ai quali fare riferimento per la richiesta di un alloggio Itea o per ottenere il contributo sul canone.

Con la delibera sono stabiliti i nuovi criteri per il calcolo dell’ICEF, l’Indicatore della Condizione Economico Familiare sul quale si valuta il diritto di accesso alle agevolazioni pubbliche, in questo caso quelle che riguardano l’edilizia abitativa.

“Una questione non semplice – spiega l’assessore Rossi -, con due elementi da bilanciare: la volontà di non penalizzare il risparmio dei cittadini, una virtù; a fianco della necessità di non stravolgere il senso degli strumenti in materia di edilizia pubblica, come avverrebbe offrendo sostegno a chi non ne ha bisogno. Un equilibrio che è stato raggiunto con la nuova formula di calcolo.

Lo spirito del provvedimento si sintetizza in questi punti cardine: attenzione a chi ha saputo risparmiare (con agevolazioni ulteriori ai disabili), flessibilità di intervento a favore di chi subisce improvvise riduzioni del reddito, ma anche il giusto peso ai patrimoni elevati”.

A chi serve
Ai nuclei familiari che chiedono un alloggio ITEA;
Ai nuclei familiari che chiedono il contributo per pagare l’affitto di un alloggio sul libero mercato
Ai nuclei familiari che hanno già un alloggio ITEA per verificare il diritto a mantenerlo e per il calcolo del canone dovuto;
Ai nuclei familiari che percepiscono il contributo per pagare l’affitto di un alloggio sul libero mercato
Ai nuclei familiari in difficoltà per un’improvvisa riduzione del reddito che chiedono la riduzione del canone di affitto pagato a ITEA ;
Ai nuclei familiari in difficoltà per un’improvvisa riduzione del reddito che chiedono la revisione del contributo per il pagamento dell’affitto.

Come si calcola
Per i nuclei familiari che chiedono un alloggio ITEA o il contributo sull’affitto
Si applica una franchigia di 35.000 Euro (in precedenza la franchigia era di 20.000 Euro) sul patrimonio mobiliare (denaro, azioni, titoli, fondi, libretti di risparmio ecc..). In pratica, fino a quella somma i risparmi non rientrano nel calcolo.

Si applica invece una franchigia di 70.000 Euro sul patrimonio mobiliare per gli invalidi, che quindi ricevono un’ulteriore agevolazione.
Il risparmio che invece supera la franchigia verrà sommato al patrimonio immobiliare (proprietà di terreni e immobili) in una percentuale del 40% fino a 40.000 Euro e del 60% oltre i 40.000 Euro.

Per i nuclei familiari che hanno già un alloggio ITEA o che percepiscono il contributo sull’affitto
Si applica una franchigia di 40.000 Euro (in precedenza la franchigia era di 20.000 Euro) sul patrimonio mobiliare (denaro, azioni, titoli, fondi, libretti di risparmio ecc..). In pratica, fino a quella somma i risparmi non rientrano nel calcolo.
Si applica invece una franchigia di 80.000 Euro sul patrimonio immobiliare per gli invalidi, , che quindi ricevono un’ulteriore agevolazione.

Il risparmio che invece supera la franchigia verrà sommato al patrimonio immobiliare (proprietà di terreni e immobili) in una percentuale del 5% fino a 30.000 Euro, del 20% da 30.001 a 90.000 Euro e del 60% oltre i 90.000 .

Per i nuclei familiari con temporanea difficoltà dovuta alla perdita di reddito
Quando la famiglia subisce un’improvvisa riduzione di reddito è possibile costruire un ICEF provvisorio sulla base della ricchezza mobiliare posseduta al momento di presentazione della domanda e con riferimento ai redditi presunti nell’anno solare in corso.
L’ICEF provvisorio consente di chiedere una revisione del canone di affitto pagato a ITEA o un ricalcolo del contributo integrativo percepito.
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Il primo modello di bioedilizia in legno a firma “Itea – Trentino” Quattro mesi di lavoro, 20 esperti al tavolo di studio, un centinaio di riunioni e 50 casi analizzati per dare alla luce un modello di bioedilizia a risparmio energetico. Un team group composto da tecnici ITEA, docenti universitari e professionisti di settore provenienti da CNR-IVALSA, Fondazione Bruno Kessler (FBK) e studi tecnici privati.

I risultati della ricerca, assieme allo schema progettuale del modulo aggregativo di casa in legno, saranno ufficialmente presentati domani.

Oggi, un rinnovato interesse tecnologico alla costruzione, fa sì che si prediligano materiali naturali e in generale risorse rinnovabili, e l’utilizzo del legno nel campo delle costruzioni è divenuto una realtà operativa di grande importanza. S

Secondo le stime del “Piano Straordinario per l’edilizia abitativa sociale ITEA”, sono oltre 300 gli alloggi (circa il 10% del fabbisogno totale), che dovranno essere realizzati in legno e la ‘Filiera breve del Legno’ – coordinata anche da ITEA – gestirà l’insieme delle fasi di lavorazione fino alla certificazione, che per il Trentino rispetta gli standard del sistema di rating statunitense L.E.E.D. (Leadership in Energy and Environmental Design).

ITEA S.p.A. ha dato il via il 12 febbraio scorso all’attività di ricerca e progettazione del gruppo di lavoro GMH, in partnership con la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento, CNR-IVALSA, Fondazione Bruno Kessler (FBK) e liberi professionisti specialisti nella progettazione in legno.

Il modello di casa in legno ITEA è, dunque, frutto di una felice e produttiva unione tra la componente scientifico-accademica e quella architettonico-progettuale locale ed avrà come mission proprio il miglioramento del benessere e della qualità della vita. Le nuove abitazioni godranno infatti di particolari accorgimenti, tali da ridurre l’inquinamento, i consumi e i costi di gestione termica attraverso l’impiego di sistemi ad energia alternativa (rinnovabili e a basso impatto ambientale), che saranno adottati grazie alla consulenza scientifica di FBK.

Fonte: www.provincia.tn.it

 

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