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Edilizia popolare in Toscana

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E’ stato approvato ieri dalla giunta regionale il pacchetto di misure straordinarie sulla casa per 143 milioni di euro proposto dall’assessore Eugenio Baronti.

Le misure straordinarie sono articolate su 5 diverse misure:
1) ripristino e riqualificazione di alloggi di edilizia popolare pubblica con interventi per 25 milioni;
2) alloggi pubblici a canone sociale, con interventi per 50 milioni;
3) contributi per la costruzione di alloggi da destinare in affitto a canone sostenibile, anche in questo caso per 50 milioni;
4) contributi individuali volti a favorire l’insediamento o il mantenimento della residenza in comuni disagiati;
5) interventi pilota di bioarchitettura e bioedilizia e strutture plurifamiliari per alloggi temporanei.

«Si tratta di un pacchetto – sottolinea l’assessore Baronti – che permetterà di avere un’offerta articolata per alleviare il disagio abitativo e che avràcertamente un impatto benefico contro la crisi, anche in favore di imprese e lavoratori dell’edilizia.

Inoltre –osserva ancora l’assessore – il pacchetto si propone di incentivare la bioedilizia e la bioarchitettura ed avrà sicuramente ricadute positive anche nel comparto dell’efficienza energetica».
«Oltre a queste misure straordinarie – aggiunge inoltre Baronti – va ricordato che negli ultimi 18 mesi sono stati riprogrammati interventi per 186 milioni di euro, grazie alla tanto criticata sospensione delle vendite delle case popolari e alla rendicontazione che è stata imposta agli 11 Lode della Toscana.

Con questi 186 milioni si rendono disponibili oltre 3000 nuovi alloggi, dei quali 680 allogi Erp, che erano vuoti perchè degradati e inagibili e si attivano interventi di manutenzione straordinari a per 10.294 alloggi».

L’assessore Baronti è determinato: «In futuro non ci saranno più alloggi popolari vuoti, né dovranno esserci risorse stanziate e non spese per le case popolari». Le risorse che l’assessore ha potuto mettere in campo negli ultimi mesi derivano infatti da vecchi piani casa che erano rimasti bloccati, da residui di canoni, dagli introiti delle stesse vendite delle case popolari, che non erano stati reinvestiti.

«Non era certo un “tesoretto” rimasto nelle casse della Regione – ribadisce Baronti – ma il frutto dell’inefficienza del vecchio sistema che ha fatto impiegare 5 anni per riprogrammare risorse che erano a disposizione dei Lode fin dal 2003, inefficienza a cui vogliamo porre definitivamente rimedio con la nuova legge».

Intanto l’assessore è impegnato in visite, che effettua personalmente, in tutte le Lode della Toscana per «verificare sul campo lo stato di attuazione degli interventi e lo stato di avanzamento dei lavori.»

 Fonte: www.regione.toscana.it

 

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