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Edilizia scolastica: mutui BEI ancora congelati, cosa accadrà?

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905 milioni in arrivo per l’edilizia scolastica provenienti dall’accordo tra Governo e Banca Europea degli Investimenti (BEI): la procedura si sta rivelando più farraginosa del previsto. I tempi si allungano e i Comuni cominciano a preoccuparsi.

È ancora “uccel di bosco” il decreto interministeriale che autorizza le Regioni a stipulare i mutui, e manca soprattutto lo schema di contratto di mutuo che consente a ciascuna Amministrazione regionale di utilizzare i fondi. Di fronte a questa “surplace”, i Comuni si sono rivolti all’ANAC.

I Comuni sono pronti ma nessun ragioniere firmerà mai una procedura di appalto senza la copertura; e dal momento che i tempi si stanno allungando – nonostante che Ministero dell’Istruzione e struttura di missione di Palazzo Chigi stiano facendo il possibile per accelerare le procedure – abbiamo chiesto una soluzione all’Anticorruzione”, afferma Cristina Giachi, vicesindaco di Firenze e rappresentante dell’ANCI nell’osservatorio sull’edilizia scolastica. “All’autorità guidata da Cantone – aggiunge Giachi – abbiamo chiesto una forma di copertura per quei comuni che fanno partire gli interventi in anticipo rispetto all’esito della complessa procedura sui mutui Bei”.

L’ufficializzazione dell’arrivo dei 905 milioni per l’edilizia scolastica provenienti dall’accordo tra Governo e BEI era giunta all’inizio di giugno: i fondi derivanti da questo accordo si apprestano a finanziare circa 1300 progetti proposti dai Comuni e verificati dalle Regioni. Una significativa boccata di ossigeno che permetterà di mettere le basi concrete alla prima annualità del piano triennale di edilizia scolastica.

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La questione che affiora in queste ore concerne la possibilità di evitare le sanzioni previste a carico degli enti che mandano in gara i lavori senza una copertura economica (che a sua volta manca a causa del decreto che non arriva). Quello che si chiede, in sostanza, è dare assicurazioni alle ragionerie comunali che non sono in grado, ad oggi, di autorizzare le gare o gli affidamenti.

Il rischio che si palesa in questa direzione è l’infrangersi dell’occasione di aprire i cantieri quest’anno, facendo slittare i lavori al 2016.

Dalla segreteria dell’ANAC sembrerebbero essere giunte in queste ore aperture che lasciano ben sperare: occorre ora attendere qualche giorno per comprendere se verrà trovata una realizzazione formale di tale auspicio.

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