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Edilizia: TASI e IMU sono i principali avversari della ripresa?

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IMU e TASI come sassi che bloccano gli ingranaggi della ripresa? È la teoria lanciata nella giornata di ieri da Confedilizia che in una nota ha espresso pesanti critiche nei confronti del Def (il Documento di Economia e Finanza approvato martedì sera dal Governo guidato da Matteo Renzi), colpevole di contenere ancora al suo interno il mantenimento delle temute imposte sulla casa.

La nascita della TASI, a parere di Confedilizia, non ha fatto altro che contribuire a generare “palesi ingiustizie”, provocando ad esempio la possibilità di una situazione quasi assurda: ovvero che la base imponibile TASI oltrepassassi il valore di vendita di un immobile all’asta giudiziaria. Due esempi reali rendono l’idea della questione: a Vercelli, un appartamento con base imponibile IMU/TASI di 72mila euro è stato aggiudicato a 27mila euro, mentre a Taranto, un’unità immobiliare con base imponibile superiore ai 100mila euro è stata aggiudicata alla cifra di 88mila euro. Questa è solo la punta di un iceberg che dà risalto ed evidenzia il grande problema che ammorba in questi tempi difficili il settore delle costruzioni.

Per approfondire il tema leggi TASI 2014 più cara dell’IMU: la brutta sorpresa di Primavera sul Ediltecnico.it.

Insomma, il rilancio dell’edilizia passa anche attraverso un carico fiscale congruo sui beni immobiliari: quello che avviene sembra paralizzare tutto il comparto dell’edilizia, dal settore delle costruzioni a quello della vendita immobiliare. La nota diffusa dall’organizzazione della proprietà immobiliare chiarisce la sua posizione affermando che “il Def conferma per tre anni la tassazione immobiliare nata come provvisoria con Monti e resa definitiva da Letta, pur essendo ormai opinione diffusa (ed essenzialmente provata) che la crisi non può risolversi fino a che non riprende a funzionare l’edilizia“.

 

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