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Emilia Romagna: ambiente e energia

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Ambiente, nuove regole per le zone di protezione speciale
No a impianti eolici, ad eccezione di quelli di modesta grandezza, il cosiddetto “mini eolico”. Stop anche a  impianti da sci, tranne quelli già programmati, a nuove cave o nuove discariche  (fatte salve quelle  per inerti). E’ quanto prevedono le nuove norme per la tutela delle zone di protezione speciale, le zps, previste da un decreto del Ministero dell’Ambiente e recepite dalla  Regione Emilia-Romagna con un provvedimento approvato dalla Giunta nei giorni scorsi su proposta dell’assessore regionale all’ambiente Lino Zanichelli.

Le nuove norme, che in gran parte confermano le regole che la Regione aveva già anticipato con  la propria normativa del 2006, rappresentano  "criteri minimi" di salvaguardia uniformi per tutte le zone di protezione speciale presenti sul territorio nazionale.

In Emilia-Romagna le zps sono 77 per una superficie di 176.357 ettari,  pari al all’8% dell’intero territorio regionale. Si tratta di aree di particolare pregio naturalistico, che in parte ricadono dentro parchi e riserve naturali già esistenti,  con habitat e specie animali e vegetali ormai rari.
Insieme ai  sic (siti di importanza comunitaria) costituiscono la "rete natura 2000" prevista da una direttiva europea.

Le regole per la caccia e l’agricoltura e gli interventi di salvaguardia
Per quanto riguarda l’attività venatoria le limitazioni riguardano il divieto di utilizzo di pallini da piombo nelle zone umide;  la riduzione dei giorni di caccia in gennaio (2 giorni alla settimana);  il divieto di preapertura della stagione venatoria e  di caccia per alcune specie (Moretta e Combattente).

Sul fronte agricolo non potranno essere eliminati gli elementi naturali più caratteristici del paesaggio agrario del  territorio emiliano-romagnolo;  trasformate le aree a pascolo; bonificate le zone umide naturali.
No anche all’uso di diserbanti nelle aree non coltivate;  al taglio dei pioppeti, limitatamente al periodo primaverile-estivo. Viene inoltre regolamentata la manutenzione delle sponde dei canali e dei corsi d’acqua e il taglio della vegetazione nelle zone umide e fluviali.

Altre norme  riguardano alcune attività ricreative. In particolare non sarà possibile l’uso di mezzi fuori strada, ad eccezione degli aventi diritto, al di fuori della viabilità esistente, né il volo a bassa quota, limitatamente ai periodi riproduttivi dell’avifauna ed alle aree di nidificazione.

Nella delibera regionale vengono anche individuate le azioni e gli interventi che, invece, è opportuno promuovere per prevenire il degrado degli habitat naturali. Infatti, molti ambienti seminaturali che ospitano specie rare, si mantengono in condizioni favorevoli solo grazie all’intervento attento dell’uomo. Nelle zps dovranno dunque essere incentivate quelle attività tradizionali e quelle "buone pratiche" che stanno ormai scomparendo, soprattutto in montagna, quali ad esempio il miglioramento boschivo o il mantenimento dei pascoli, utili alla tutela della biodiversità.
Lo stesso Piano regionale di sviluppo rurale prevede a questo riguardo finanziamenti specifici, con priorità proprio per le aziende agricole  situate in aree  zps o sic.
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Bio energie, regole più semplici per i nuovi impianti
Regole più semplici e uniformi su tutto il territorio regionale per l’installazione di piccoli impianti per la produzione di energia elettrica da biogas. Le ha stabilite la Giunta regionale con un atto di indirizzo alle Province e ai Comuni che armonizza e snellisce  le diverse procedure autorizzative locali.

La realizzazione di impianti agro energetici di piccole dimensioni sta  infatti incontrando un notevole interesse da parte degli imprenditori agricoli emiliano-romagnoli, ma da più parti sono stati segnalate difficoltà e disagi legati alle difficoltà interpretative delle norme che ne regolano l’installazione e la gestione.

Per ovviare a queste difficoltà,  il provvedimento della Regione chiarisce che per gli impianti di potenza elettrica tra i 250 Kilowatt e 1 Megawatt,  deve essere presentata domanda allo Sportello unico per le attività produttive ed elenca i documenti che devono accompagnarla.
Inoltre precisa che il “digestato” degli impianti a biogas può essere utilizzato come fertilizzante agricolo, possibilità fino ad oggi controversa.

In Emilia-Romagna la Regione ha già finanziato 23 progetti di piccoli impianti  che produrranno energia utilizzando effluenti zootecnici, colture vegetali energetiche e sottoprodotti dell’agricoltura.
Con il nuovo Programma regionale di sviluppo rurale Viale Aldo Moro contribuirà alla realizzazione di altri 100-150 impianti.
"Il nostro obiettivo – sottolineano i due assessori – è la generalizzazione dell’autoproduzione energetica negli allevamenti e nelle altre medie imprese agricole".

Fonte: www.regione.emilia-romagna.it

 

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