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Emilia Romagna, fondi per le opere del concorso riqualificazione urbana

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Dalla carta ora si passa ai cantieri. Dopo aver concluso la fase progettuale dei “Concorsi di architettura per la riqualificazione urbana”, la Regione mette in campo i finanziamenti per la realizzazione delle opere.

È stata infatti approvata con una delibera di Giunta l’assegnazione dei fondi per 17 dei 19 Comuni vincitori del concorso: la cifra complessivamente stanziata ammonta a 7.733.855 euro, con un limite indicativo di 550 mila euro come tetto massimo di finanziamento.

I comuni finanziati
Sono quattro i Comuni del bolognese che hanno ottenuto il finanziamento: Calderara, Pieve di Cento, San Giovanni in Persiceto e San Lazzaro e due nel ferrarese tra cui il capoluogo e Mesola. Ci sono anche un comune della povincia di Modena, Spilamberto, e uno nel parmense, Langhirano.

Nel ravennate saranno finanziati i progetti presentati dai Comuni di Bagnacavallo e Lugo, in pvincia di Rimini c’è Verucchio mentre sono tre i Comuni premiati nella provincia di Forlì-Cesena: Bagno di Romagna, Bertinoro e Forlì.

Infine, nel piacentino,hanno ottenuto il finanziamento Agazzano, Rivergaro e Piacenza. Tra gli allegati della notizia l’elenco dettagliato dei progetti con i relativ finanziamenti e il periodo di realizzazione.

 

“La qualità della nostra vita dipende in larga misura dalla qualità delle nostre città – spiega l’assessore regionale all’ambiente e alla riqualificazione urbana Sabrina Freda – per questo è fondamentale investire sulle idee, sul valore “del pensare prima di fare”, sul recupero della dimensione del progetto e fare nostro il metodo di molti Paesi europei, dove mai si appaltano opere e si affidano incarichi senza passare attraverso un concorso pubblico alla ricerca del progetto migliore.
Il concorso non deve rivelarsi, come troppo spesso è accaduto, solo tempo perso, ma dev’essere lo strumento per fare emergere il merito e le professionalità in grado di incrementare la qualità urbana delle nostre città. La Regione ha voluto dunque rilanciare una politica di interventi di qualità, nel sistema delle aree urbane, in cui al tema della riqualificazione fisica si aggiungono gli obiettivi della coesione sociale e della sostenibilità ambientale, nel perseguire un’alternativa necessaria all’espansione degli insediamenti nel territorio e al conseguente consumo di suolo”.

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