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Emilia Romagna, oltre 53milioni per l’edilizia sociale

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Ammontano a 31 milioni di euro i fondi per alloggi destinati alle fasce di popolazione meno abbiente. L’assemblea legislativa ha approvato il programma di edilizia residenziale sociale 2010 che finanzia il recupero o l’acquisto di appartamenti già realizzati da destinare alla locazione e nuove costruzioni.

“Diamo continuità all’impegno nel settore delle politiche abitative – ha sottolineato l’assessore regionale Giancarlo Muzzarelli – per contribuire a soddisfare la domanda di alloggi per le persone meno abbienti e con attenzione alla qualità di ciò che viene realizzato.

Gli interventi in attuazione del programma regionale si propongono, infatti, di dar vita a costruzioni con elevati standard di prestazioni energetiche e con l’impiego di materiali e tecnologie proprie della sostenibilità ambientale e della bioarchitettura”.

Le modalità di presentazione e valutazione delle domande, i tempi di realizzazione degli interventi e i criteri di individuazione degli assegnatari degli alloggi saranno definiti da bandi emanati dalla Giunta regionale.

La Regione investe sulla casa anche con il nuovo Programma di interventi per la casa e la riqualificazione urbana, approvato sempre dall’Assemblea legislativa,  che sarà finanziato con 22 milioni e 400 mila euro e i cui interventi verranno selezionati attraverso un bando che uscirà la prossima settimana.

I finanziamenti riguardano alloggi a canone sostenibile realizzati secondo criteri di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, puntando innanzi tutto al recupero del patrimonio abitativo esistente e al miglioramento dei servizi in aree caratterizzate da condizioni di degrado e disagio sociale.

“E’ un piano – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente e alla Riqualificazione urbana, Sabrina Freda – in linea con le più aggiornate tendenze della rigenerazione urbana e della sostenibilità ambientale per assicurare più qualità urbana ai quartieri delle nostre città piccole e medie, eliminando degrado e garantendo vivibilità e sicurezza, migliorando l’efficienza energetica degli edifici e contrastando il consumo di territorio“.

Il programma di edilizia residenziale sociale incentiva, con la concessione di un contributo, la realizzazione di interventi su aree o immobili messi a disposizione dai Comuni e destinati:
a) alla locazione o al godimento permanente di alloggi. Il contributo non potrà essere superiore al 70% del costo parametrico al metro quadro di superficie;
b) alla locazione o al godimento a termine di lungo periodo (non inferiore a 25 anni). Il contributo non potrà essere superiore al 50% del costo parametrico al metro quadro dell’alloggio;
c) alla locazione o al godimento a termine di medio periodo (non inferiore a 10 anni), con possibilità di stipulare anche un patto di promessa di vendita. Il contributo non può essere superiore al 30% per cento del costo parametrico al metro dell’alloggio.

Potranno concorrere all’attuazione del programma le cooperative di abitazione, le imprese di costruzione, le società di scopo (di cui all’art. 41 della legge regionale 24/01) a maggioranza pubblica, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), le fondazioni o le Aziende regionali per il diritto allo studio (Ardsu); tutti in forma singola o associata.

Per quanto riguarda il Programma di interventi per la casa e la riqualificazione urbana, le risorse a disposizione sono quelle assegnate alla Regione Emilia-Romagna dal Piano nazionale di edilizia abitativa.

La scelta della Regione è stata di utilizzare tale risorse per interventi caratterizzati da elevati livelli di vivibilità, salubrità, sicurezza e sostenibilità ambientale ed energetica, promuovendo e valorizzando la partecipazione di soggetti pubblici e privati.

In linea con quanto previsto anche con il precedente “Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile”, con i Contratti di Quartiere e con la legge regionale “Governo e riqualificazione solidale del territorio”.

“Possiamo così continuare – ha aggiunto Freda – un impegno forte e coerente verso un tipo di edilizia pubblica che oltre a soddisfare la crescente domanda di alloggi a canone sostenibile, possa anche tradursi in un’occasione di miglioramento reale delle condizioni di vita dei cittadini, recuperando e riqualificando aree importanti del territorio emiliano-romagnolo, in particolare nei piccoli centri della regione”.

Fonte: www.regione.emilia-romagna.it

 

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