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Emilia Romagna, usare il patrimonio sfitto per il post terremoto

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Nei limiti del possibile, nelle zone colpite dal terremoto in Emilia non saranno usati i moduli abitativi provvisori, le cosiddette casette già viste in altri eventi simili.

Lo ha annunciato il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, che ha precisato che la priorità sarà quella di usare il patrimonio immobiliare sfitto.

“Stiamo facendo una valutazione dei danni – ha detto Errani – dobbiamo capire bene quante sono le abitazioni inagibili e ci vuole un po’ di tempo, dopodiché attiveremo la cosiddetta fase due per una sistemazione degna e di qualità per la popolazione: la priorità è usare il patrimonio immobiliare sfitto, sulla base della verifica vedremo i numeri e se ci sono le condizioni.

Stiamo già facendo un censimento sul patrimonio immobiliare sfitto che è ampio, sistemeremo gli appartamenti con le attrezzature necessarie e su questo verificheremo”.

Dall’Unione europea potrebbe arrivare circa 250 milioni di euro attraverso il Fondo di solidarietà e la riprogrammazione del Fondo di sviluppo rurale.

Si tratta di finanziamenti a fondo perduto, che non dovranno essere restituiti al termine dell’emergenza

A questi si aggiungeranno ulteriori finanziamenti per le impreseattraverso i fondi di sviluppo regionale e i programmi operativi “ma sono previste – ha spiegato Antonio Tajani – ulteriori iniziative attraverso i bandi per l’innovazione e il sostegno ai cluster produttivi (con Mirandola, in particolare, che potrà giocare un ruolo importante), le iniziative per il settore delle costruzioni e il sostegno alla green economy”.

Tra le proposte avanzate dal presidente Errani e accolte dai rappresentanti della Commissione europea, c’è l’avvio di un progetto pilota legato alla ricostruzione di edifici pubblici, che valorizzi il rispetto delle norme antisismiche e il ricorso alla green economy e alla sostenibilità ambientale.

“Confermiamo le nostre linee d’azione – ha detto Errani – grande rigore nella valutazione dei danni e impegno a gestire insieme l’emergenza e le attività per la ricostruzione, in modo da ripartire il prima possibile. Lavoro, imprese, beni artistici, edifici pubblici, case private danneggiate sono le emergenze sulle quali stiamo operando con il massimo impegno. L’obiettivo è salvaguardare le comunità: scuole, ospedali, assistenza sanitaria, le funzioni pubbliche e amministrative là dove sono crollati o lesionati i municipi. Tutto questo a partire dal territorio, attraverso il coordinamento delle istituzioni locali: non faremo mai cadere nulla dall’alto. Vogliamo diventare un’eccellenza anche per il modo in cui avremo gestito l’emergenza e la ricostruzione”.

Sul post terremoto in Emilia è online una nuova sezione all’interno del portale della Regione Emilia Romagna contenente:
– tutte le informazioni utili su come aiutare le popolazioni colpite dal sisma – contributi economici e materiali -,
– le misure economiche del Governo per cittadini e imprese,
– le agevolazioni finanziarie attivate dalle banche,
– la modulistica per i Comuni,
– le domande frequenti,
– un vademecum della Protezione civile,
– l’assistenza sanitaria,
– notizie e video.

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