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Erosione spiagge, a Riccione il nuovo impianto per il ripascimento del litorale

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Un’opera tecnologicamente avanzata, che consentirà di far fronte al problema dell’erosione della spiaggia in modo innovativo e a basso impatto ambientale. È stato inaugurato venerdi 15 novembre, dopo un anno di lavori e alcune prove tecniche di funzionamento perfettamente riuscite, il sabbiodotto permanente interrato di Riccione, co-finanziato da Regione Emilia-Romagna e Ministero dell’Ambiente con 1 milione di euro.

L’impianto permetterà il ripascimento del litorale nord per circa 500 metri e dell’intero litorale sud per oltre 3 chilometri e 300 metri nel comune di Riccione.

Una condotta sotterranea di 315 millimetri di diametro è stata posata sotto il livello della spiaggia a circa un metro di profondità. La miscela di acqua e sabbia (in percentuale del 15-20%) viene aspirata dalla draga, di proprietà del Comune di Riccione, collocata all’imboccatura del porto canale; poi viene fatta refluire, attraverso i 25 pozzetti posizionati lungo la condotta (3 a nord e 22 a sud del porto canale), nelle aree in cui l’erosione marina consuma le quantità maggiori di sabbia.

La draga, grazie a tubazioni flessibili e galleggianti, ha un raggio d’azione di 150-200 metri di distanza dal porto; lungo la linea sud, a 1.600 metri dal porto canale, all’altezza di piazzale San Martino è stata collocata la stazione di rilancio (booster), in gran parte interrata e dotata di una pompa alimentata da un motore da 550 cavalli, che consente di portare la miscela di acqua e sabbia fino al confine con Misano, quindi per altri 1.700 metri.

Per il ripascimento l’amministrazione comunale di Riccione utilizzava già le sabbie dragate all’imboccatura del porto canale, ma il sistema finora adottato prevedeva la formazione di vasconi di raccolta, il carico, il trasporto con camion e la distribuzione della miscela con pale meccaniche. Il nuovo impianto aumenta l’efficacia e diminuisce l’impatto ambientale delle operazioni, grazie al trasporto in condotta interrata con rifluimento diretto, che permette di sfruttare il quantitativo costante di materiale all’imboccatura del porto, quantificabile in circa 10-15 mila metri cubi all’anno.

Fonte: Regione.emilia-romagna.it

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