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Espropri in Umbria, la giunta regionale preadotta il ddl

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Semplificare le procedure in materia di espropri e chiarire le modalità di individuazione dell’equo indennizzo così da limitare contenziosi tra espropriante e espropriato: con questo obiettivo la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’urbanistica  Silvano Rometti, ha preadottato un  disegno di legge in materia di espropri.

In considerazione della natura concorrente della materia, le disposizioni per l’espropriazione dei beni immobili – è scritto nel ddl – si applicano sul territorio regionale per l’esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità non attribuite alla competenza dello Stato.

Tra le principali novità introdotte dalla normativa, frutto di un gruppo di lavoro tra Regione, Anci e  Province,  Rometti ha sottolineato “che per la prima volta vengono individuate le opere di interesse pubblico per le quali sono previsti, in caso di esproprio, risparmi per  gli enti pubblici.

Si tratta – ha spiegato l’assessore – di particolari opere di carattere straordinario la cui attuazione persegue obiettivi di riforma economica e sociale, come ad esempio la realizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica o universitaria,  di attività produttive in aree strategiche, della rete ospedaliera regionale.

Per questi interventi  è infatti previsto un indennizzo fino al 25% inferiore a quello di mercato. In tutti gli altri casi – ha detto l’assessore, l’indennità di espropriazione da corrispondere ai proprietari verrà determinata in base al valore di mercato del bene,  alle sue caratteristiche  e alla sua destinazione economica”.

Rometti ha evidenziato anche la novità legata ai beni immobili utilizzati dall’ente pubblico per scopi di interesse pubblico in assenza di un provvedimento di esproprio o di dichiarazione della pubblica utilità. Una circostanza per la quale è previsto che  l’ente  possa acquisire il bene al suo patrimonio indisponibile, fermo restando il  risarcimento dei danni dovuti al proprietario.

 Vengono semplificate le procedure delle pubbliche amministrazioni, in particolare per opere riguardanti la difesa del suolo, il consolidamento degli abitati, l’infrastrutturazione tecnologica  o  ricadenti nelle zone di rispetto di strade, ferrovie, cimiteri, aeroporti.

E’ previsto il ricorso a forme di notifica e comunicazione che rendono più agevole l’azione dell’autorità espropriante e viene proposta l’istituzione di una unica Commissione regionale, al posto delle due attualmente presenti negli Uffici tecnici erariali delle Province, con compiti più incisivi rispetto a quelli dell’attuale legislazione.

Il Disegno di legge – ha concluso Rometti – verrà sottoposto al percorso partecipativo con tutti i soggetti interessati”.

Il disegno di legge – si legge nel documento di accompagnamento alla normativa – stabilisce inoltre che, ai soli fini del requisito di edificabilità legale dei terreni da espropriare, non vengono considerate edificabili le aree previste dallo strumento urbanistico generale comunale, in cui l’attuazione degli interventi viene riservata agli enti pubblici o concessionari di pubblici servizi, quando derivano direttamente da una precedente destinazione agricola.

Secondo l’articolato un’area possiede i caratteri dell’edificabilità di fatto se, nell’ambito territoriale in cui l’area stessa è inserita, sono già presenti, o comunque in fase di realizzazione, le opere di urbanizzazione primaria richieste dalla legge o esista la concreta possibilità di allacciamento alle medesime.

Il riconoscimento della presenza dei caratteri dell’edificabilità di fatto sull’immobile oggetto di valutazione assume una valenza  complementare al requisito dell’edificabilità legale, di per sé necessario e sufficiente al riconoscimento della vocazione edificatoria ai fini espropriativi ed ha rilevanza esclusivamente ai fini della determinazione dell’indennità.

Fonte: www.regione.umbria.it

 

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