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Espropri per pubblica utilità, nuova legge in Umbria

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Semplificazione delle procedure, istituzione di una Commissione  unica al posto delle attuali due ed individuazione delle opere che costituiscono riforma economico-sociale: sono queste le principali novità della legge regionale (n. 7/2011) in materia di espropriazione per pubblica utilità oggetto di un seminario alla Scuola di Amministrazione Pubblica di Pila.

“La legge  – ha detto l’assessore regionale all’urbanistica Silvano Rometti – ha l’obiettivo di rendere più agevole l’azione dell’autorità espropriante e di dare maggiore certezza ai cittadini sui criteri di calcolo dell’indennità di espropriazione,  con particolare attenzione al valore del bene  e quindi al principio dell’equo ristoro,  come sottolineato anche dalle recenti sentenze della Corte Costituzionale”.

Illustrando in dettaglio la normativa, Rometti ha evidenziato il ricorso a forme di notifica e comunicazione più snelle, quali la raccomandata con avviso di ricevimento, la notifica effettuata dal messo comunale,  la posta elettronica certificata e  forme semplificate di comunicazione se il numero dei destinatari è superiore a trenta.

Una Commissione unica con sede alla Regione Umbria, sostituisce le due presenti all’Agenzia del Territorio di Perugia e Terni. All’organismo,  cui sono stati assegnati maggiori compiti  dal punto di vista tecnico-estimativo, spetta tra l’altro di  determinare l’indennità definitiva di espropriazione.

La legge  individua infine le opere che costituiscono riforma economico-sociale,  che hanno quindi l’intento di perseguire finalità di riequilibrio e giustizia sociale con riferimento ad interventi di primaria importanza almeno regionale,  per le  quali l’indennità è ridotta del 25 per cento.

Tra queste:
– gli interventi straordinari su piani di edilizia residenziale pubblica,
– gli interventi per la riqualificazione dell’offerta insediativa per le attività produttive in aree strategiche, 
– interventi in materia di infrastrutture e insediamenti produttivi strategici,
– la rete ospedaliera dell’emergenza prevista dal piano sanitario regionale, 
– l’edilizia universitaria ed equiparata,
– gli impianti strategici per l’approvvigionamento energetico individuati dal Piano Energetico Regionale,
– la viabilità di livello autostradale e viabilità primaria regionale,
– le reti ferroviarie e di trasporto in sede fissa,
– gli impianti di trattamento e smaltimento individuati dal Piano regionale dei rifiuti,
– interventi per l’attuazione della struttura urbana minima ai fini della riduzione della vulnerabilità sismica urbana.

L’impianto della legge regionale, che rientra nella legislazione concorrente, è stato ritenuto valido anche dal  Governo che ha posto un solo rilievo sulla durata del vincolo espropriativo delle infrastrutture strategiche che rientrano nella  cosidetta “legge obiettivo”, sui  cui  la Giunta regionale fornirà  al più presto i chiarimenti necessari.

Fonte: Regione Umbria

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