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Federalismo demaniale, grandi falcate in avanti per gli enti locali

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Il percorso verso un più marcato federalismo demaniale compie ampie falcate in avanti: sono infatti ben 2860 le domande di trasferimento di immobili che sono state inviate (e poi accolte) dagli enti locali all’Agenzia del Demanio.

Sono state 893 invece le istanze respinte, nell’ambito della “finestra” inerente al procedimento di sviluppo del federalismo demaniale: concetto che si innesta sulla annosa questione del federalismo fiscale e che inserisce le sue basi tematiche nell’art. 119 (in particolare il comma 7) della Costituzione. Quest’ultimo prevede infatti che “Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dalla legge dello Stato”. La disposizione costituzionale, che va attuata mediante idonei strumenti legislativi, costituisce il pilastro su cui impalcare questa tipologia di federalismo, il quale costituisce un criterio direttivo specifico che va adempiuto mediante vari indici tematici: uno sei più importanti è chiaramente rappresentato dall’attribuzione dei beni immobili sulla base del criterio di territorialità.

L’istantanea della situazione è stata scattata dalla Fondazione Patrimonio Comune dell’Anci che ha analizzato ed elaborato i dati provenienti dal Demanio. Le domande che hanno già attraversato l’istruttoria dall’Agenzia sono in tutto 9367, e il loro esame dovrebbe concludersi in maniera definitiva entro il prossimo 15 aprile 2014.

Per ciò che inerisce alle domande effettuate dai soli comuni vanno annoverate 694 richieste accolte, con 2747 gli immobili che hanno già iniziato l’iter di trasferimento dall’amministrazione centrale a quelle periferiche: Lombardia, Veneto e Toscana, con rispettivamente 193, 81 e 67 richieste accolte, sono le Regioni con il maggior numero di amministrazioni locali coinvolte nel procedimento.

 

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