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Finanziaria, il sì definitivo della Camera

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E’ stato approvato definitivamente dalla Camera dei deputati il 5 agosto scorso, il decreto legge n.112 del 25 giugno 2008 recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria".

L’approvazione del provvedimento è avvenuta tecnicamente in due fasi: la Camera dei deputati ha approvato, il testo approvato dal Senato il primo agosto scorso, che consiste in un unico articolo interamente sostitutivo del decreto legge. Nella seconda fase, la Camera dei deputati ha approvato con – in via definitiva – il complesso del provvedimento che ora sarà promulgato dal Capo dello Stato e successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

La Camera dei deputati si era pronunciata sul provvedimento già il 21 e il 24 luglio scorsi. Dapprima, era stato approvato con voto di fiducia il maxiemendamento interamente sostitutivo dell’articolato e, successivamente, il testo completo.

Il 2 luglio scorso è stato inviato alle Camere il disegno di legge "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria", varato nel Consiglio dei ministri del 18 giugno scorso. Questo provvedimento completa l’iter di avvio della manovra finanziaria per il 2009, anticipata quest’anno a giugno e varata insieme al Documento di programmazione economico finanziaria per gli anni 2009-2013.

La manovra 2009 è composta essenzialmente da tre provvedimenti:
Decreto legge n.112 del 25 giugno 2008 (GU 25 giugno 2008)
Disegno di legge (inviato il 2 luglio alle Camere)
DPEF 2009-2011 (con l’allegato sulle infrastrutture).

Le novità introdotte da Camera e Senato riguardano:
– la cosiddetta "Robin Tax"
– il Piano Casa
– i servizi pubblici locali
– le esenzioni sanitarie
– la carta d’identità e le impronte digitali
– il 5 per mille
– la distribuzione carburanti
– l’autotrasporto 
– il cumulo redditi-pensione
– il precariato
– l’assegno sociale
– la "social card"
– le assicurazioni vita
– i tagli ai ministeri
– il risparmio energetico
– il patto di stabilità interno
– Inps – Entrate

Fonte: www.governo.it

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