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Fondi Fas: priorità alle opere del Mezzogiorno

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Priorità al Mezzogiorno nella riprogrammazione dei fondi Fas. Nella spartizione delle risorse, oggetto della riprogrammazione prevista da parte del Cipe entro novembre, in attuazione del decreto legge 112/2008, il 15% delle risorse dovra` essere destinato al Sud.

Al Nord per ora c`e` posto solo per le opere connesse all`Expo 2015, mentre resteranno in lista d`attesa il Mose di Venezia, la tratta ferroviaria ad alta capacita` Treviglio-Brescia e il tunnel del Brennero.

Al Sud, invece, la maggiore disponibilita` di fondi consentira` di finanziare il completamento dell`autostrada Salerno-Reggio Calabria, la superstrada Jonica, il Ponte sullo Stretto, la ferrovia Messina-Palermo.

La quota di fondi Fas da riprogrammare sara` di circa 12 miliardi di euro fino al 2013, di cui 7 miliardi per le infrastrutture di trasporto (contro gli originari 4,8 miliardi che il Governo Prodi aveva destinato ad esse nell`ambito del Fas).

Sommando però i costi dei fabbisogni pubblici mancanti per le opere super-prioritarie (cosi` come emergono dai tavoli di lavoro in corso in questi giorni) si arriva al Centro-Nord a una cifra di circa 7 miliardi di euro a fronte di un miliardo di fondi Fas disponibile, e al Sud a circa 8 miliardi su 6 disponibili.

Al Nord la priorita` e` senza dubbio l`Expo 2015: per le opere “connesse“ mancano 2,8 miliardi di euro di finanziamenti pubblici, tra cui le linee della metropolitana di Milano M4 (900 milioni mancanti per una tratta e altri 200 per la successiva) e M5 (651 milioni), e l`estensione della ferrovia Fnm all`aeroporto di Malpensa (130 mln). Poi il triplicamento dello Rho-Gallarate (192 milioni) e altri interventi stradali e ferroviari, tutti contenuti nel dossier di candidatura per l`Expo, e che dunque l`Italia e` tenuta a realizzare.

Ma gli impegni internazionali (reti Ten) sono in ballo anche per le due nuove tratte ferroviarie ad alta capacita` pronte al via libera: la Treviglio-Brescia, per la quale servono 1,9 miliardi, e la tratta italiana del tunnel del Brennero, 1/1,3 miliardi di euro di finanziamento pubblico. Per il Mose di Venezia, servono almeno 800-1.000 milioni nel 2009, altrimenti i cantieri, gia` in fase avanzata, rischiano lo stop.

Servirebbero quindi gia` a 6,6 miliardi di euro  nel 2009, senza considerare la metropolitana C di Roma (mancano 350 milioni), e la Torino-Lione, per la quale i fondi serviranno circa nel 2010 (circa 5 miliardi di euro).

Al Sud la priorita` e` sempre il completamento dell`autostrada Salerno-Reggio Calabria. Per gli ultimi due maxilotti mancano 2,5 miliardi, cifra di recente aggiornata rispetto ai 2,1 miliardi indicati nel Dpef a luglio.

Poi c`e` la statale Jonica: per il 3° megalotto, 38 km in provincia di Cosenza, mancano 265 milioni di euro.

Per il Ponte sullo Stretto, servono 2,2 miliardi di fondi pubblici, di cui prioritari 700 milioni nel 2009 per gli espropri. E il raddoppio della Ferrovia Messina-Palermo, al quale mancano circa 2 miliardi di euro.

Nuove tratte autostradali avviate dall`Anas in base alla legge obiettivo, con ampio successo tra le imprese di costruzione come promotori, necessitano di 1,1 miliardi di contributi pubblici per andare avanti (400 milioni per la Ragusa-Catania e 675 per la Termoli-San Vittore).

E infine c`e` la lista di impegni strappata dal governatore della Campania Bassolino al premier Berlusconi nell`accordo firmato a luglio, cinque opere da finanziare per 911 milioni con i fondi Fas nazionali (tra queste la metropolitana di Napoli e l`autostrada Caianello-Benevento).

Fonte: www.ance.it e Il Sole 24 Ore
 
 

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