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Friuli: infrastrutture e ambiente

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Infrastrutture: cantieri A4 aperti forse già nel 2009 
Cantieri della A4 aperti al più presto, accelerazione anche sull’alta velocità ferroviaria che potrà svilupparsi su un tracciato comune, portualità integrata nell’Alto Adriatico, viabilità regionale ed interregionale da incrementare senza indugi: sono queste le scommesse "per la legislatura delle Infrastrutture", annunciate dal presidente del Friuli Venezia Giulia e neocommissario per l’emergenza A4, Renzo Tondo.

Con un enorme sforzo da parte di tutti, forse nel 2009 riusciremo ad aprire i primi cantieri per la terza corsia della A4, presumibilmente nei tratti Quarto d’Altino-San Donà o Villesse-Gorizia", ha anticipato Tondo.

Tondo ha anche spiegato "che per dieci anni ci troveremo di fronte ad un immenso cantiere, con ovvi disagi per la circolazione ed una situazione complessiva da gestire e spiegare con attenzione e con la necessaria preparazione". In alcuni casi, infatti, servirà deviare il traffico su strade alternative, bloccando gli accessi autostradali laddove ce ne sarà bisogno. "Allo stesso tempo – ha precisato – ogni intervento dovrà tenere conto degli eventuali passi successivi alla realizzazione della terza corsia, ovvero la possibile costruzione della quarta".

La spesa complessiva di 1,6 miliardi di euro prevista per la terza corsia della Venezia-Trieste, ha tra l’altro ribadito il presidente del Friuli Venezia Giulia, sarà interamente a carico di Autovie Venete, ma offrirà un’opportunità di rilancio al settore delle costruzioni che sta vivendo momenti di difficoltà.
"Tracciati e progettazione – ha assicurato l’assessore alle Infrastrutture di trasporto dell’estremo Nordest, Riccardo Riccardi, – saranno definiti in perfetta sinergia con il collega veneto, Renato Chisso, entro qualche mese".

Parola d’ordine "accelerazione" anche per l’alta velocità, comunque che, ha confermato Tondo, sarà proceduralmente sganciata dalla A4 dopo il via libera ottenuto oggi dai sindaci della Bassa Friulana.

Nonostante l’allargamento dell’autostrada, "la scommessa del Nordest" prevede anche il trasferimento di buona parte del traffico Est-Ovest da gomma a rotaia e via mare. A questo proposito, la sinergia portuale nell’Alto Adriatico è un’esigenza prioritaria ma l’attenzione nei confronti dello scalo di Trieste è altissimo, come dimostrato dall’interessamento delle Ferrovie russe, il più grande vettore pubblico mondiale di trasporto merci, per la creazione di una piattaforma logistica in Friuli Venezia Giulia.

Secondo il presidente della Regione, infatti, "per cogliere l’attimo" si dovrà intervenire anche sulla viabilità regionale ed interregionale, dal completamento della Gemona-Sequals al collegamento Carnia-Cadore, senza dimenticare il Distretto della Sedia.
Preoccupazione, invece, per la vicenda di Alitalia che rischia di condizionare pesantemente l’aeroporto di Ronchi dei Legionari, molto legato alla compagnia di bandiera. "Ha tutte le carte in regola per movimentare 2 milioni di passeggeri – ha asserito il governatore – ma arriva a malapena a 800mila. Ecco perché, in ogni caso servirà una stretta collaborazione con Venezia e Lubiana".
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Nuovo accordo per recupero siti inquinati
La Regione sottoscriverà con il ministero dello Sviluppo economico un nuovo accordo quadro per il recupero dei siti inquinati nell’ambito dei consorzi industriali di Monfalcone, dell’Aussa Corno e dell’Ezit a Trieste.

"A questo proposito – ha infatti affermato il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Luca Ciriani, intervenendo ad Osoppo al convegno L’evoluzione da Consorzi industriali ad Agenzie per lo sviluppo – speriamo di avere una risposta sui finanziamenti già entro l’anno, anche perché uno dei grandi problemi a cui siamo chiamati a dare soluzione è il reperimenti di nuovi spazi da destinare allo sviluppo industriale".

L’esponente della Giunta Tondo ha quindi spiegato che, "se per quanto riguarda i Consorzi la parte pubblica è servita a programmarne l’attività, in relazione ai Distretti essa si è posta l’obiettivo di dare un ordine complessivo allo sviluppo spontaneo del privato".
"Ma oggi la sfida – ha concluso Ciriani – è quella dei servizi immateriali, dal momento che la competitività è legata alle infrastrutture ma anche e soprattutto alla formazione, agli interventi a favore delle famiglie ed alle azioni ambientali".

Fonte: www.regione.fvg.it

 

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