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Friuli: sinergia porti dell’Adriatico

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Accordo sulla creazione di un sistema portuale integrato
I partecipanti alla conferenza finale del progetto di cooperazione transfrontaliera "Portus", riuniti a Trieste nel Palazzo della Regione, hanno proposto l’avvio di un percorso, definito "Road map", da sviluppare in fasi successive: dalla creazione di un organismo di regolazione dei traffici, con funzioni di marketing e promozione, fino alla costituzione – attraverso la firma di uno specifico protocollo d’intesa – di un Segretariato Generale tra i diversi soggetti istituzionali, per creare un autentico sistema portuale integrato.

Il progetto Portus è stato finanziato dal nuovo programma europeo di Prossimità Adriatico Interreg/Cards-Phare. Vi hanno lavorato sotto l’egida dell’INCE – Iniziativa centro Europea – rappresentanti dei ministeri dei trasporti di Italia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro, di quattro Regioni italiane (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Marche), e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Per oltre un anno hanno analizzato la situazione e messo in luce le prospettive di sviluppo dell’area, proponendo dunque una sinergia operativa che dovrebbe coinvolgere, in particolare, gli scali di Trieste, Venezia, Ravenna ed Ancona da un lato dell’Adriatico; Fiume, Ploce (in territorio croato ma di fatto porto della Bosnia Erzegovina) e Bar, in Montenegro, sull’altra sponda. In prospettiva dovrebbe essere coinvolto, tra gli altri ma non solo, anche il porto di Capodistria, in Slovenia.

"Si tratta di un percorso delicato – ha detto l’assessore ai Trasporti del Friuli Venezia Giulia, intervenendo ai lavori della Conferenza – ma sono convinto che questa opportunità vada colta, gettando quelle basi che possono contribuire ad incoraggiare i maggiori operatori marittimi all’utilizzo della Via Adriatica".
Per Riccardi quella delineata dai partner del progetto Portus è, di certo, una "strategia assolutamente ambiziosa", che però "va perseguita attraverso la prosecuzione, auspicabile, del progetto stesso, che il Friuli Venezia Giulia si candida a guidare, e che dovrà vedere la cooperazione allargata a tutte le Autorità portuali dell’Area".

Anche Claudio Boniciolli, presidente dell’Autorità portuale di Trieste, è convinto che l’Adriatico possa crescere. Se non altro perché oggi tutti gli scali che vi insistono, messi assieme, valgono forse un ottavo di un grande porto dell’Europa settentrionale. E l’Adriatico può costituire invece l’accesso a quel grande retroterra che, con l’allargamento, attuato e futuro, dell’Unione europea, può proiettare l’Italia e il Friuli Venezia Giulia verso Est.
Di certo, però, non basta la volontà di cooperare, una volontà che, si è detto convinto Boniciolli, non manca anche tra operatori e terminalisti. Sono naturalmente indispensabili anche efficienti collegamenti stradali, ferroviari, telematici con le grandi reti di trasporto europeo. Il ‘Sistema Adriatico’ deve cioè essere integrato, anche logisticamente, ha sottolineato Giuseppe Razza, dell’Ince.

Già oggi, ha evidenziato però Stefano Soriani, dell”Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha presentato i risultati di un’analisi del mercato marittimo globale, il Mediterraneo intero sta attraversando una fase di sviluppo, specie tra i porti del Mar Nero, mentre l’Adriatico appare ancora ai margini di questa rinascita, una sorta di ‘mare silenzioso’, che per crescere (e spazi vi sono non solo nei trasporti delle merci, di container in particolare, ma anche nella croceristica) deve saper articolare un’offerta più adeguata.

In sostanza grazie al progetto Portus, ha concluso Mauro Zinnanti, direttore del Servizio logistica e trasporto merci della Regione, le istituzioni hanno indicato la strada da percorrere. Sta ora agli operatori saper cogliere i vantaggi del lavorare insieme.
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Romania, investimento da 220 milioni di euro per Enel
L´Enel investirà nel periodo 2009-11 circa 220 milioni di euro per l’ammodernamento delle reti della Electrica Muntenia Sud, compagnia di distribuzione e fornitura che è stata acquisita dal gruppo italiano un mese fa. Ne dà notizia l’ICE.
Questo piano di investimento fa parte dal programma da 1 miliardo di euro, annunciato dal gruppo italiano per i prossimi 15 anni per il distributore e fornitore romeno di energia.

Fonte: www.regione.fvg.it

 

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