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Gestione del territorio in Lombardia 

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Il Consiglio regionale ha approvato una serie di modifiche alla legge regionale per il governo del territorio (legge n. 12 del 2005) che prevedono la proroga di un anno per l’approvazione dei Pgt (Piani di governo del territorio), consentono interventi di edilizia sociale anche su aree destinate, nei vigenti Prg (Piani regolatori generali), a spazi verdi e parcheggi, vietano attività suscettibili di creare situazioni di disagio e agevolano l’accesso ai finanziamenti per gli oneri di progettazione per opere e servizi pubblici.

"Con queste modifiche – ha detto l’assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni – mettiamo ordine agli interventi di trasformazione sul territorio. Del resto, vista la situazione economica complessiva, anche rispetto alla grande scommessa di Expo 2015, manteniamo una serie di procedure semplificate per realizzare gli interventi secondo criteri e modalità ben definiti. La riforma approvata oggi mette ordine alla pianificazione edilizia nel suo complesso, con una particolare attenzione a non a consumare nuove fette di territorio".

PROROGA DEI PGT
Viene dunque prorogata al 31 marzo 2010 l’efficacia degli strumenti urbanistici vigenti per andare incontro ai Comuni che sono in ritardo nel passaggio dagli attuali strumenti di pianificazione urbanistica (Piano regolatore comunale) ai Pgt, previsto dalla legge 12).

Le nuove norme prevedono che nel caso i Comuni non diano inizio alla procedura di approvazione del Pgt entro il 15 settembre sia la Giunta regionale, una volta accertata l’inerzia dell’ente locale, a nominare un commissario ad acta che si sostituisca al Comune in questo adempimento.

Le modifiche introdotte vietano, inoltre, la realizzazione di Programmi di intervento in zone agricole se non per realizzare infrastrutture pubbliche o di interesse pubblico di carattere strategico ed essenziali per la riqualificazione dell’ambito territoriale, secondo criteri e modalità definiti dalla Giunta regionale.

Le uniche trasformazioni possibili saranno, dunque, solo quelle finalizzate alla realizzazione di quelle infrastrutture pubbliche o di interesse pubblico, o di carattere strategico, che sono ritenute tali dalla Giunta regionale.

Per quanto riguarda i Piani attuativi delle previsioni urbanistiche, la riforma prevede che vengano adottati dai Consigli comunali anziché dalle Giunta comunali, fatta eccezione per i Comuni interessati dalle opere essenziali previste dal dossier di candidatura Expo 2015.

EDILIZIA SOCIALE
Con le modifiche introdotte alla legge si punta anche a incentivare la realizzazione di interventi di edilizia sociale, anche su aree previste dai Prg per verde e parcheggi. La riforma prevede che gli interventi di trasformazione di edifici esistenti e di nuove costruzioni saranno possibili solo previo accertamento del Comune della coerenza dell’intervento all’assetto urbanistico e della presenza di sufficienti dotazioni organizzative.

SITUAZIONI DI DISAGIO E ORDINE PUBBLICO
Le modiche approvate consentono ai Comuni di individuare nei piani regolatori e, fino all’approvazione definitiva dei Pgt, "gli ambiti territoriali nei quali è consentita o vietata la localizzazione di attività espressamente individuate dai Comuni stessi come suscettibili di creare situazioni di disagio a causa di frequentazioni costanti o prolungate".

I Comuni definiranno la disciplina necessaria per assicurare il corretto inserimento di tali attività nel contesto urbano e la disponibilità di aree per parcheggi.

PIANO D’AREA MALPENSA
Le previsioni contenute nel Piano d’area Malpensa relative alle infrastrutture (approvato con legge regionale 10/99) mantengono la loro efficacia fino all’approvazione del prossimo Piano d’area e in ogni caso non oltre due anni dal termine di scadenza stabilito dalla legge 10/99. Saranno così assicurati gli interventi strategici previsti dal vigente Piano d’area e le opere necessarie per la sicurezza idrogeologica.

PROGETTAZIONE DI OPERE PUBBLICHE
Con le nuove norme sono stati alleggeriti i criteri per accedere al fondo per il finanziamento degli oneri di progettazione di opere e servizi pubblici esistente dal 2006. Ai bandi potranno partecipare tutti i piccoli Comuni (con popolazione pari o inferiore a 2000 abitanti) – e quindi non solo quelli definiti svantaggiati, per dimensione e caratteristiche socioeconomiche, com’era fino a oggi – comprese le Unioni di Comuni e le Comunità montane.

Viene inoltre abbassata da 250.000 a 50.000 euro la soglia dell’importo complessivo dell’opera pubblica da finanziare e per la quale è possibile chiedere sostegno economico alla Regione.

Fonte: www.regione.lombardia.it

 

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