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Grandi infrastrutture in Piemonte

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Un lungo elenco di opere strategiche che costituisce un piano di lavoro per i prossimi anni capace di ridare fiducia all’economia del Piemonte portando nuovi investimenti e opportunità di occupazione: è il contenuto del primo atto aggiuntivo all’Intesa generale quadro tra Governo e Regione sulle reti e le infrastrutture.

Alla firma del documento, avvenuta lo scorso 23 gennaio a Palazzo Chigi, erano presenti la presidente della Regione, Mercedes Bresso, accompagnata dall’assessore ai Trasporti e infrastrutture, Daniele Borioli, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed i ministri alle Infrastrutture, all’Ambiente e agli Affari regionali, Altero Matteoli, Stefania Prestigiacomo e Raffaele Fitto.

“Si tratta – rileva Bresso – di una rivisitazione dell’intesa firmata nel 2003 in cui si confermano gli impegni presi e si programmano nuovi obiettivi. Oggi far partire nuove opere significa ridare fiducia all’economia, portando nuovi investimenti e lavoro sul territorio piemontese in un momento di grave crisi per tutto il Paese”.

L’intesa contiene, tra gli interventi prioritari di prima fase, anche lo stralcio sul sistema ferroviario metropolitano torinese, che risulta finanziabile da subito.

"Si tratta di un pacchetto di opere – puntualizza Borioli – che vale 300 milioni di euro, 200 a carico del Governo e 100 della Regione, realizzabili in tre anni e approvate dall’Osservatorio".

In particolare, si tratta di sette interventi:
– acquisto di nuovo materiale rotabile,
– interconnessione della ferrovia Torino-Ceres con il passante ferroviario a Rebaudengo,
– attivazione delle fermate Zappata e Dora sul passante,
– collegamento delle stazioni Dora-GTT e Dora-FS,
– interventi per la FM5, rifunzionalizzazione dello scalo ed attrezzaggio dei terminali del centro intermodale di Orbassano.

Per questi progetti di prima fase, le parti si sono impegnate a individuare entro 60 giorni fonti di finanziamento già sul triennio 2009-2011.

“Per quanto riguarda la Regione – precisa Bresso – i fondi sono già individuati nelle risorse Fas. Confidiamo che anche il Governo assicuri al più presto la sua parte".

L’intesa contiene poi la conferma degli interventi già approvati per il Piemonte e contenuti nel piano Anas, quelli per il potenziamento delle reti ferroviarie di RFI e alcune novità, come la linea 2 della metropolitana di Torino e il progetto di movimentazione automatica tra porto e retroporto, il cosiddetto “bruco”, tra Genova e l’Alessandrino.

Inserite anche le opere di competenza di CAP, la società concedente mista Anas-Regione: Tangenziale Est e corso Marche a Torino, raccordo autostradale Strevi-Predosa ed i due tratti della Pedemontana piemontese, Biella-Santhià e Biella-A26 Rolino di Masserano-Ghemme.

“Il Terzo valico e il collegamento tra Voltri e il sud del Piemonte mediante il cosiddetto bruco possono fare di Genova il porto più importante dell’alto Mediterraneo, con ricadute positive per tutto il Piemonte meridionale. C’è poi la partita del nodo di Torino, che dà una risposta alle esigenze della comunità della Valsusa e di tutta l’area metropolitana, interessata anche dall’impegno su opere di viabilità che andranno a migliorare l’accessibilità alla città”.

L’avanzamento degli interventi programmati, dei tempi di realizzazione dei progetti e delle opere e la verifica della copertura finanziaria, è stato affidato ad un comitato di monitoraggio composto da rappresentanti di Governo e Regione.

Fonte: www.regione.piemonte.it

 

 

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