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Il Colosseo si trasforma nuovamente in arena: un progetto concreto

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Tutelare il Colosseo riportandolo alla forma che possedeva nel diciannovesimo secolo, con l’obiettivo di renderlo più accessibile ai visitatori e fruibile per eventi al suo interno. Questa l’idea ribadita dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini nel suo discorso al Convegno della Fai.

In un Colosseo con l’Arena ricostruita, spiega Franceschini, si possono organizzare “rappresentazioni uniche al mondo, con diritti tv sufficienti per restaurare tutta l’area archeologica centrale”. Prima del ministro, sulla questione dell’area archeologica centrale di Roma era intervenuto il presidente del consiglio superiore dei beni culturali Giuliano Volpe, a capo della commissione paritetica Mibact-Roma capitale, che si è detto contrario all’idea di trasformare l’area centrale in un grande parco archeologico: “sarebbe visitato soprattutto dai turisti e rischierebbe di diventare un non luogo che espelle i cittadini. L’area archeologica centrale romana, che è la più grande d’Italia e non solo, deve essere un luogo vitale e vivo”.

Dopo l’ok arrivato alla fine di dicembre dalla commissione paritetica Mibact-Roma Capitale, la soprintendenza archeologica di Roma sta ora lavorando concretamente alla definizione di un progetto fattibile.

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La prospettiva è quindi concreta e non si tratta certo di uno slogan passeggero. L’obiettivo è quello di ripristinare il pavimento dell’anfiteatro Flavio, con una nuova arena che chiuda il labirinto di sotterranei oggi scoperchiati, per ospitare spettacoli o anche solo per passeggiare nello spazio immenso dell’anfiteatro calpestato dai gladiatori duemila anni fa, e spingersi poi nei sotterranei bui come allora, destinati alle belve, ai feriti, agli addetti alle attività sceniche. 

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