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Il Consiglio dei ministri impugna la legge infrastrutture

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 Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha impugnato la legge davanti alla Corte costituzionale, per profili di illegittimita` costituzionale rilevati su sei dei 14 articoli. Nel mirino l`auto-assegnazione, da parte della Regione, di poteri su materie di competenza esclusiva statale.

Sia il ministro Fitto, tuttavia, che il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, hanno fatto sapere di essere gia` al lavoro da giorni per trovare un nuovo testo concordato, e la giunta regionale ha anzi gia` approvato, giovedi` 24 luglio, un disegno di legge di modifica.

Il testo lombardo in materia di «Infrastrutture di interesse strategico» era apparso fin dalla sua approvazione, il 15 maggio, come molto innovativo rispetto alla legislazione in vigore in materia di grandi opere. La legge, cioe`, assegnava unilateralmente alla Regione i poteri sulla gestione dell`istruttoria tecnica dei progetti delle grandi opere ricadenti sul territorio lombardo (ad esempio, Brebemi, Pedemontana, alta velocita` Milano-Verona, metropolitane di Milano), compresa anche la valutazione di impatto ambientale (Via). La legge stabiliva inoltre termini perentori all`azione dello stesso ministero delle Infrastrutture e del Cipe, decorsi i quali la Regione avrebbe potuto attivare poteri sostitutivi.

«Nonostante le Regioni abbiano una competenza legislativa concorrente in materia di “governo del territorio“ – ha spiegato ieri il ministro Fitto in una nota – le infrastrutture rientrano nella potesta` esclusiva statale per la tutela dell`ambiente e le attivita` di progettazione».

«I profili di illegittimita` – aggiunge – riguardano gli articoli 3, 4, 6, 10, 11 e 12 della legge regionale, nei quali si ritiene che la Regione ecceda le proprie competenze invadendo la sfera legislativa statale nella parte in cui, da un lato prevede una procedura unilaterale in caso di mancata intesa o di inerzia statale, dall`altra prevede norme procedurali che dovrebbero essere contenute nell`intesa. Vi e` quindi una chiara violazione del principio di leale collaborazione di cui all`articolo 118 della Costituzione».

Le modifiche proposte dalla giunta regionale stabiliscono dunque che i poteri approvativi della Regione in sostituzione del Cipe possono essere esercitati solo se prima concordati con il Governo nell`intesa sulla singola opera. Nulla si dice, invece, sulla Via. «Anche su quello – spiega l`assessore alle Infrastrutture della Lombardia, Raffaele Cattaneo – il Governo ha fatto osservazioni, ma ci pare che il testo da noi proposto possa essere un punto d`equilibrio condiviso».

Il ministro Fitto si e` impegnato a ritirare l`impugnativa se la Regione approvera` «un nuovo testo che recepisca le modifiche necessarie».

Fonti: www.ance.it e  Il Sole 24 Ore

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