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Il paradossale andamento delle abitazioni e delle opere pubbliche tra il 2006 e il 2008

Con il risultato positivo del 2007 (+0,4%) le costruzioni raggiungono il nono anno consecutivo di sviluppo (il più lungo periodo di crescita dal 1970 ad oggi) ma toccano anche il picco massimo degli investimenti realizzati negli ultimi 40 anni:più di 150 miliardi di euro. Ma questa spinta propulsiva rischia di venire meno. Alla preoccupante caduta delle opere pubbliche, iniziata nel 2005, quest’anno si aggiungei, la frenata degli investimenti in nuove abitazioni. Lo ha dichiarato il presidente dell’Associazione nazionale costruttori Paolo Buzzetti.

"In questi 9 anni di crescita ininterrotta – ha dichiarato Buzzetti – il settore ha contribuito in modo determinante allo sviluppo economico italiano, dando prova della sua straordinaria capacità di trainare sia la produzione che l`occupazione del Paese". Riguardo al problema della frenata degli investimenti, ha aggiunto: "Come dimostrano i nostri dati il principale motore delle costruzioni si sta fermando. Dopo anni di vivace crescita, infatti, nel 2007 la produzione di nuove abitazioni fa registrare un risultato sostanzialmente identico a quello del 2006. E questa frenata trova conferma nelle nostre previsioni per il 2008, anno in cui il comparto fara` segnare per la prima volta un calo dell`1%".

Su tale previsione incidono i cambiamenti nel mercato del credito, nel quale, oltre agli effetti del notevole incremento dei tassi di interesse (+2 punti percentuali negli ultimi 24 mesi), potrebbero avvertirsi le conseguenze indirette della crisi dei mutui subprime americani: "[…] la crisi finanziaria che ad agosto ha riempito le pagine dei giornali ha riguardato esclusivamente il mercato dei mutui americani, un mercato del tutto diverso da quello italiano […]. Il pericolo per il nostro Paese proviene semmai dagli effetti finanziari della crisi americana sugli istituti bancari italiani e europei. Alcune banche, infatti, in possesso di titoli subprime in forte perdita, potrebbero decidere di rientrare della liquidità perduta attraverso una stretta al credito concesso alle famiglie e alle imprese. Famiglie e imprese che si troverebbero, di fatto, a pagare il prezzo delle avventure finanziarie ad alto rischio delle banche".

Un problema preoccupante è rappresentato dagli investimenti in opere pubbliche: dopo i risultati negativi del 2005 e del 2006, fanno registrare un pesante segno meno anche quest`anno (-3%) "[…] nonostante – dichiara Buzzetti – la rilevante iniezione di risorse prevista sia dalla Finanziaria 2007 (+23%) che dal ddl finanziaria 2008 (+22%), anno in cui alle infrastrutture è stata destinata, tra l`altro, una parte importante del tesoretto. […] In questo senso quello che sta vivendo il comparto infrastrutturale è un vero e proprio paradosso. Problemi di cassa, sommati a procedure lunghe e farraginose, di fatto annullano gli effetti degli stanziamenti, ostacolando la realizzazione degli investimenti previsti".

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